{"id":2152,"date":"2018-03-12T15:00:17","date_gmt":"2018-03-12T15:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/?p=2152"},"modified":"2018-05-13T01:10:52","modified_gmt":"2018-05-13T01:10:52","slug":"come-migliorare-i-risultati-in-tutte-le-terapie-attraverso-lintegrazione-delle-emozioni-nel-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/come-migliorare-i-risultati-in-tutte-le-terapie-attraverso-lintegrazione-delle-emozioni-nel-corpo\/","title":{"rendered":"Come Migliorare I Risultati In Tutte Le Terapie Attraverso L&#8217;Integrazione Delle Emozioni Nel Corpo"},"content":{"rendered":"<p>Integrare le emozioni nel corpo (embodiment), definita qui come la capacit\u00e0 di espandere le <em>esperienze emozionali alla maggior parte possibile della fisiologia del cervello e del corpo, e di tollerarle per lunghi periodi di tempo<\/em>, migliora l\u2019efficacia in tutte le modalit\u00e0 terapeutiche e spirituali. Prove teoriche e sperimentali dimostrano che questo avviene non solo a livello emotivo, ma anche fisico, energetico, cognitivo, comportamentale, relazionale e spirituale.<\/p>\n<p>Questo articolo presenta la teoria dell\u2019integrare le emozioni nel corpo, sulla base della conoscenza della fisiologia delle emozioni, della fisiologia della regolazione biologica e del rapporto fra le due. Include le prove empiriche dei suoi molteplici benefici e dei metodi per integrare le emozioni nel corpo, senza esserne sopraffatti, facendo in modo, da un lato, che la regolazione fisiologica non distrugga le emozioni che stanno emergendo, e dall\u2019altro, di non scatenare patologie.<\/p>\n<p>All\u2019inizio dell\u2019articolo parleremo dell\u2019importanza delle emozioni, dei vari modi in cui, attualmente, ci si lavora nei diversi approcci terapeuti, dei motivi per cui le emozioni sono fisiologicamente difficili da percepire e da tollerare e di quelli per cui \u00e8 difficile integrare le emozioni nel corpo senza lavorare con la fisiologia del cervello e del corpo, di come integrare le emozioni nel corpo in modo pi\u00f9 completo, preciso e con meno difficolt\u00e0, per migliorare l\u2019efficacia di qualsiasi modalit\u00e0 terapeutica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019importanza delle emozioni in terapia<\/h3>\n<p>Le emozioni ricoprono un ruolo centrale nella maggior parte degli approcci terapeutici.<\/p>\n<p>Dietro ai sintomi che motivano le persone ad andare in terapia c\u2019\u00e8 sempre qualche difficolt\u00e0 emotiva, qualcosa d\u2019intollerabile oppure non pi\u00f9 tollerabile. Non \u00e8 sorprendente quindi, che quasi tutti i differenti approcci di psicoterapia considerino necessaria, per la risoluzione dei sintomi, l\u2019elaborazione delle esperienze emotive difficili e dei fattori che le causano. Sempre pi\u00f9 studi dimostrano che le emozioni, la loro espansione nella fisiologia del cervello e del corpo, e la capacit\u00e0 di tollerarle, portano ad un miglioramento cognitivo (Niedenthal, 2007; Colombetti &amp; Thompson, 2008), comportamentale (Damasio, 1994), di resilienza (Stolorow, Brandchaft, Atwood, 1995), d\u2019individuazione (Jung, 1960), di risultati personali e professionali (Khan, 2013; Goodman, Joshi, Nasim, &amp; Tyler, 2015) e di crescita spirituale (Dayananda, 2002).<\/p>\n<p>Tuttavia le varie correnti terapeutiche differiscono per l\u2019enfasi che pongono sulle emozioni e la variet\u00e0 di strategie che utilizzano per lavorarci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Strategie comuni per lavorare con le emozioni.<\/h3>\n<p>L\u2019intenzione \u00e8 quella di differenziare e di descrivere, in modo dettagliato, le varie strategie utilizzate nel lavoro con le emozioni nelle diverse modalit\u00e0 terapeutiche. Le strategie indicate affrontano differenti aspetti del lavoro e spesso sono usate in combinazione fra loro. E\u2019 da notare che le strategie non si escludono a vicenda e quindi possono facilmente avere elementi in comune. Per esempio, chiedere ad un cliente di diventare consapevole della presenza d\u2019un emozione, in modo da percepirla pi\u00f9 consciamente, fa parte della strategia di aiutare il cliente a sviluppare una maggiore capacit\u00e0 di tollerare quell\u2019emozione.<\/p>\n<p>Quando un\u2019emozione continua a essere un problema, occorre lavorarci con pi\u00f9 modalit\u00e0 per risolvere il problema. Per esempio, potrebbe essere necessario aiutare il cliente, non solo a percepire l\u2019emozione ma anche a esprimerla. Inoltre, il lavoro emotivo che si fa con un cliente, \u00e8 determinato dai deficit di sviluppo presenti in relazione a quell\u2019emozione. Per esempio, alcuni clienti possono avere bisogno di capire di pi\u00f9 le loro emozioni piuttosto che sentirle o esprimerle.<\/p>\n<p>La strategia che si sceglie potrebbe anche essere definita dal modo in cui l\u2019emozione \u00e8 coinvolta nella difficolt\u00e0 provata dal cliente. Per esempio, se l\u2019emozione \u00e8 uno stimolo condizionato in un processo di dipendenza, ha senso contenere il comportamento dipendente, o la risposta condizionata, per evitare di rinforzarla. Se la causa del comportamento dipendente invece \u00e8 l\u2019intolleranza all\u2019emozione, ha pi\u00f9 senso creare maggiore capacit\u00e0 di tollerarla, cos\u00ec la persona non deve difendersi dall\u2019emozione agendo comportamenti dipendenti, come gli eccessi alimentari.<\/p>\n<p>Diversi orientamenti terapeutici considerano i processi di assuefazione come problemi di condizionamento o di tolleranza emotiva, o di entrambi, e quindi per lavorarci ha senso avere varie strategie che includono le diverse possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Per i suddetti motivi, gli approcci terapeutici utilizzano generalmente una grande quantit\u00e0 di strategie per lavorare con le emozioni, anche se si differenziano fra loro nell\u2019enfasi che mettono in una strategia piuttosto che in un\u2019altra. Per esempio, alcune enfatizzano la <em>comprensione<\/em> delle emozioni, altre <em>l\u2019esperienza<\/em> e altre la loro espressione.<\/p>\n<p>Segue una descrizione delle strategie pi\u00f9 comuni usate in terapia per il lavoro con le emozioni.<\/p>\n<p>Le emozioni a volte si risolvono semplicemente aiutando il cliente ad aumentare la consapevolezza della loro esistenza (o potenziale esistenza), a generarle quando non ci sono, e semplicemente a percepirle. Per fare questo, si utilizzano con il cliente: l\u2019educazione, il controllo e il supporto. Se le emozioni non ci sono, spesso \u00e8 perch\u00e9 il passato del cliente non ha favorito il loro sviluppo. A volte occorrono molto tempo e molto impegno da parte del terapista e del cliente per sviluppare nel cliente stesso la capacit\u00e0 di aprirsi alle esperienze emotive. Frequentemente questo aspetto ha un ruolo centrale nel lavoro psicoterapico.<\/p>\n<p>Per accedere e lavorare con le emozioni, alcuni approcci utilizzano la regressione. Gli approcci orientati al corpo, per accedere alle emozioni, lavorano con le difese che il corpo mette in atto in presenza di quelle emozioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1795 aligncenter\" src=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-therapy-2.jpg\" alt=\"embodiment of emotions in therapy through ISP training\" width=\"750\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-therapy-2.jpg 750w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-therapy-2-600x300.jpg 600w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-therapy-2-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p>A volte le emozioni si risolvono semplicemente portando <i>comprension<\/i><i>e<\/i>: quali sono le emozioni presenti e a che contesto appartengono. La capacit\u00e0 di riconoscere quando un desiderio \u00e8 qualcosa di non soddisfatto con tua madre, che viene dal passato e non riguarda tua moglie, pu\u00f2 determinare se il tuo matrimonio andr\u00e0 nella direzione della guarigione e della salute, oppure verso la coazione a ripetere e il divorzio.<\/p>\n<p>A volte, le emozioni possono cambiare lavorando sull<i>a<\/i><i> consapevolezza<\/i>; ovvero le convinzioni e i significati che sembrano guidarle. Una critica sollevata nei confronti della\u00a0 psicoterapia classica \u00e8 che tende a enfatizzare la comprensione delle emozioni pi\u00f9 che sperimentarle e approfondirle.<\/p>\n<p>A volte le emozioni guariscono <i>esponendo<\/i> ripetutamente il cliente alla situazione,\u00a0al ricordo, o al <i>trigger<\/i> che lo attiva; come nella terapia d\u2019esposizione della tradizione cognitiva-comportamentale.<\/p>\n<p>Altre volte le emozioni si risolvono imparando a <i>contenere<\/i> il comportamento difensivo, in questo modo le emozioni non diventano azioni compulsive come nei processi di dipendenza , per fare\u00a0 un esempio, i disturbi alimentari. Questo ha senso nei casi in cui le emozioni sono stimoli patologici che innescano risposte condizionate soggette ai principi classici del condizionamento.<\/p>\n<p>Le emozioni a volte guariscono <i>esprimendole<\/i> in maniera appropriata in terapia o nella vita, e alcuni approcci, sono pi\u00f9 catartici di altri. Oppure si possono risolvere le emozioni con <i>azioni appropriate<\/i>; come negli atti di riparazione quando ci sentiamo in colpa per aver fatto un torto, o quando ci si allontana da una relazione emotivamente dannosa.<\/p>\n<p>A volte le emozioni e i loro sintomi si risolvono o si gestiscono lavorando con <i>la regolazione della fisiologia del cervello e del corpo<\/i>. Questo si ottiene con farmaci, meditazione, nutrimento, esercizio, lavoro sul corpo, lavoro energetico, o con qualche altra tecnica, quando\u00a0 si crede o \u00e8 evidente che il problema emotivo sia causato da un deficit o da una disregolazione nella fisiologia del cervello e del corpo.<\/p>\n<p>Ai giorni nostri, dato l\u2019aumento del livello di disregolazione fisiologica e di stress osservato nei clienti e l\u2019aumento dell\u2019approccio psicofarmacologico in psichiatria, che tende a diagnosticare e a trattare la maggior parte dei problemi, inclusi i disturbi emotivi, presumendo che la causa sia una disfunzione fisiologica. L\u2019intero campo della psicologia sembra pi\u00f9 che mai orientato al lavoro con la regolazione della fisiologia del cervello e del corpo come strategia per gestire sia i disturbi emotivi\u00a0 che quelli psicologici.<\/p>\n<p>Questa tendenza a ritenere che la regolazione della fisiologia sia una strategia primaria per risolvere i problemi psicologici, sembra aver reclutato anche gli approcci emergenti che includono maggiormente il corpo o l\u2019energia nel loro lavoro.<\/p>\n<p>Dato che tutte le esperienze psicologiche si basano sulla fisiologia del cervello e del corpo, non pu\u00f2 emergere nessuna esperienza psicologica coerente quando essi sono estremamente sregolati. Ha senso quindi presumere che la regolazione della fisiologia del cervello e del corpo, nel caso in cui siano sregolati, pu\u00f2 migliorare il lavoro terapeutico in tutti gli aspetti dell\u2019esperienza psicologica: cognitiva, emozionale, e comportamentale.<\/p>\n<p>Tuttavia, un\u2019eccessiva regolazione del cervello e del corpo nel lavoro psicologico pu\u00f2 essere controproducente. Leggere l\u2019articolo: <a href=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/come-evitare-di-distruggere-le-emozioni-quando-si-tracciano-le-sensazioni-nel-corpo\/\">\u201cCome evitare di distruggere le emozioni mentre si seguono le sensazioni nel corpo\u201d<\/a>, per capire come questo possa accadere.<\/p>\n<p>Inoltre, alcuni approcci terapeutici utilizzano la strategia di stare con un\u2019emozione per tutto il tempo necessario a trasformarla, o con la strategia di sviluppare maggiore tolleranza alle emozioni, in particolare quelle difficili.<\/p>\n<p>E\u2019 da notare che costruire la capacit\u00e0 per un\u2019emozione, aiuta a restarci il tempo necessario per trasformarla; e restare con un\u2019emozione per il tempo necessario per trasformarla, aumenta la capacit\u00e0 di tollerarla. Per quanto siano simili queste strategie, non sono esattamente uguali, perch\u00e9 hanno intenti diversi. Esploreremo pi\u00f9 approfonditamente queste strategie pi\u00f9 avanti, dopo aver trattato la relazione tra la capacit\u00e0 di tollerare un\u2019emozione e la resilienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Capacit\u00e0 di tollerare le emozioni e resilienza<\/h3>\n<p>Nel lavoro con le emozioni si utilizza solitamente una combinazione di strategie che affrontano\u00a0 aspetti differenti,\u00a0 necessari per la risoluzione emotiva.<\/p>\n<p>Per lavorare con queste strategie con successo, anche semplicemente per aiutare un cliente a diventare consapevole di un\u2019emozione presente, \u00e8 necessario che esso sia\u00a0 minimamente capace di sentire e tollerare l\u2019emozione in questione. E viceversa, il successo di qualsiasi aspetto del lavoro emotivo, anche semplicemente aiutare un cliente a diventare consapevole di un\u2019emozione presente, aumenta la sua capacit\u00e0 di affrontare e tollerare l\u2019emozione anche in futuro. Se la difficolt\u00e0 con un\u2019emozione \u00e8 dovuta all\u2019incapacit\u00e0 di tollerarla, come sembra succedere frequentemente, \u00e8 necessario aiutare il cliente a sviluppare una adeguata capacit\u00e0 di tollerare l\u2019emozione <i>al livello di intensit\u00e0 in cui accade,<\/i> per assicurarsi che non diventi un problema maggiore in futuro. Solo allora si pu\u00f2 dire che un cliente \u00e8 diventato <i>resiliente <\/i>a un\u2019emozione particolare; come succede nel\u00a0 lutto. Qui il termine <i>resilienza,\u00a0 <\/i>usato relatiamente all\u2019emozione, \u00e8 definito come l\u2019<i>abilit\u00e0 di non formare, in futuro, sintomi dall\u2019emozione e di risolvere al pi\u00f9 presto ogni sintomo che si forma dall\u2019emozione.<\/i><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1796 aligncenter\" src=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-happiness-3.jpg\" alt=\"embodiment of emotions through ISP training\" width=\"750\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-happiness-3.jpg 750w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-happiness-3-600x300.jpg 600w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-happiness-3-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p>Per gli psicoanalisti Stolorow, Brandchaft, e Atwood (1995) sviluppare la capacit\u00e0 di tollerare un\u2019esperienza emotiva difficile \u00e8 uno dei fattori determinanti, se non il pi\u00f9 importante, della salute psicologica di un individuo. Secondo la psicologia analitica di Jung (1960), l\u2019abilita di tollerare gli opposti dell\u2019esperienza umana, specialmente in quelle meno piacevoli, \u00e8 predominante per lo sviluppo psicologico dell\u2019individuo. Dayananda (2002) considera\u00a0 la capacit\u00e0 di tollerare gli opposti una delle esperienze pi\u00f9 importanti, se non quella determinante, per la capacit\u00e0 di un individuo di crescere spiritualmente. (E\u2019 importante notare che, a prescindere dalla natura dell\u2019esperienza intollerabile, per esempio di natura cognitiva o comportamentale, essa \u00e8 intollerabile, fondamentalmente, <i>perch\u00e9 \u00e8 intollerabile l\u2019emozione a essa associata)<\/i>. Inoltre, le ricerche scientifiche dimostrano che quando un\u2019emozione diventa pi\u00f9 tollerabile, e quindi \u00e8 pi\u00f9 radicata nel corpo (significa che \u00e8 generata attraverso un\u2019area pi\u00f9 grande della fisiologia del cervello e del corpo e che c\u2019\u00e8 una maggiore capacit\u00e0 di tollerarla, e quindi di restarci per pi\u00f9 tempo). Il cervello riceve maggiori informazioni, come\u00a0 emozioni, in tutti gli ambiti della vita e dell\u2019esperienza della persona, e ha pi\u00f9 tempo per elaborarle.<\/p>\n<p>Mentre tutte le suddette strategie per lavorare con le emozioni possono aumentare la capacit\u00e0 di tollerare un\u2019emozione, quella di stare semplicemente con l\u2019emozione finch\u00e9 si trasforma, e la strategia di aumentare la capacit\u00e0 di tollerare l\u2019emozione, sono pi\u00f9 allineate con l\u2019obiettivo di sviluppare maggiore tolleranza emotiva, o maggiore capacit\u00e0 di tollerare gli opposti dell\u2019esperienza umana.<\/p>\n<p>Adesso guardiamo pi\u00f9 attentamente queste strategie, le difficolt\u00e0 ad implementarle, i motivi di queste difficolt\u00e0 e quali altre informazioni, strategie e metodi possiamo aggiungere al lavoro fatto attualmente con le emozioni nelle varie modalit\u00e0 terapeutiche; per raggiungere pi\u00f9 fattivamente ed efficacemente, e con pi\u00f9 resilienza e meno difficolt\u00e0, l\u2019obiettivo di tollerarle maggiormente e per lunghi periodi di tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La\u00a0 strategia di restare semplicemente con l\u2019emozione finch\u00e9 si trasforma<\/h3>\n<p>A volte le emozioni e i sintomi associati si risolvono col semplice atto di stare con le emozioni coinvolte per il tempo necessario. Questo pu\u00f2 essere descritto come \u201caccettare e accogliere il proprio stato emotivo e starci finch\u00e9 si trasforma in qualcos\u2019altro\u201d. Questa strategia, insieme a quella pi\u00f9 proattiva di sviluppare capacit\u00e0 maggiori di tolleranza per l\u2019esperienza emotiva, sembrano avere il maggior potenziale lo sviluppo tra le\u00a0 capacit\u00e0 a lungo termine. Tuttavia la strategia di stare con l\u2019emozione non offre altre indicazioni per come gestire l\u2019intensit\u00e0 di un\u2019esperienza emotiva, che potrebbe includere la scompensazione &#8211; temuta dai terapeuti per buoni motivi! Per altri motivi, stare con le emozioni nell\u2019area della fisiologia dove emergono (per esempio in caso di lutto) potrebbe, non solo rendere l\u2019esperienza pi\u00f9 intollerabile, ma anche sregolare ulteriormente la fisiologia in quell\u2019area e creare sintomi psicofisiologici gravi, come l\u2019asma. Quindi, questa strategia \u00e8 utilizzata per avere sollievo, insieme all\u2019espressione dell\u2019emozione, o la creazione di nuovi significati. Utilizzarla senza indicazioni su come starci in maniera sicura e produttiva, senza sopraffazione o decompensazione, pu\u00f2 limitarne l\u2019efficacia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1799 aligncenter\" src=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-grief-4.jpg\" alt=\"embodiment of emotions through ISP Training grief\" width=\"750\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-grief-4.jpg 750w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-grief-4-600x300.jpg 600w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-grief-4-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La strategia di aumentare proattivamente la capacit\u00e0 di tollerare le emozioni<\/h3>\n<p>Qualsiasi lavoro con le emozioni, che coinvolga il corpo o meno, pu\u00f2 potenzialmente aumentare la capacit\u00e0 di percepirle e tollerarle. Tuttavia, pochi lavorano proattivamente per aumentare questa capacit\u00e0, in particolare con\u00a0 le emozioni spiacevoli, come esplicita strategia clinica per aiutare i loro clienti. Questo ha senso, data la resistenza psicologica della maggioranza della popolazione verso le emozioni sgradevoli e i pochi approcci di psicoterapia che enfatizzano questa necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando le esperienze emotive sono particolarmente difficili da sostenere, in ultima analisi, sono intollerabili in modo particolare nel cervello e nella fisiologia del corpo. Nonostante questo, la maggioranza degli approcci trascura sia il corpo e il suo ruolo nelle esperienze emotive, che l\u2019importanza di sviluppare maggiore tolleranza verso di loro. Invece, gli approcci che lavorano con il corpo in relazione alle emozioni, usando il contenitore pi\u00f9 grande nel corpo, sono in posizione migliore per sviluppare pi\u00f9 capacit\u00e0 di tollerare le emozioni. Tuttavia gli approcci somatici tendono a regolare il corpo verso il basso per diminuire le difese contro le emozioni, e per poter accedere a loro. Nel lavoro con le emozioni si tende ad enfatizzare l\u2019espressione, catartica o di altro tipo, sull\u2019esperienza. Anche quando sono orientati verso lo sviluppo di una maggiore capacit\u00e0 di tollerare le emozioni senza esternare attraverso l&#8217;espressione, la mancanza di una comprensione adeguata della fisiologia delle emozioni, della fisiologia della regolazione e del rapporto tra le due, limiter\u00e0 la loro capacit\u00e0 di sviluppare una maggiore abilit\u00e0 emozionale\u00a0 per ragioni che diventeranno chiare in seguito. La strategia proattiva per sviluppare capacit\u00e0 di tolleranza verso le emozioni difficili potrebbe comportare maggiori rischi di sopraffazione emotiva e scompensazione, delle altre pi\u00f9 passive che restano semplicemente in contatto con un\u2019emozione finch\u00e9 si trasforma, se non hanno un\u2019adeguata comprensione di come regolare il corpo durante le esperienze emotive per minimizzare questi rischi.<\/p>\n<p>Per questo e per la mancanza di comprensione di tutti i vantaggi che porta lo sviluppo di una maggiore capacit\u00e0 di tollerare le emozioni per un periodo di tempo pi\u00f9 lungo, attraverso il contenitore pi\u00f9 grande del corpo,\u00a0 i terapisti tendono ad utilizzare meno frequentemente la strategia proattiva di sviluppare una maggiore capacit\u00e0 di tollerare un&#8217;emozione, rispetto alla strategia pi\u00f9 passiva di stare con un&#8217;emozione fino a trasformarsi.<\/p>\n<p>Passiamo ora a trattare importanti concetti e scoperte relative alla fisiologia della regolazione biologica e alle emozioni, la loro fisiologia e la loro integrazione nel corpo, per capire perch\u00e9 integrare le emozioni nel corpo, espanderle il pi\u00f9 possibile\u00a0 nel cervello e nella fisiologia, sviluppando\u00a0 la capacit\u00e0 di tollerarle per\u00a0 un periodo pi\u00f9 lungo, ha un senso. Per cominciare, cerchiamo di guardare pi\u00f9 da vicino il concetto della capacit\u00e0 di tollerare un&#8217;emozione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Cos\u2019\u00e8 la capacit\u00e0 di tollerare un\u2019emozione?<\/h3>\n<p>Integrare un\u2019emozione nel corpo significa essere capace di espandere l\u2019emozione il pi\u00f9 possibile nel cervello e nel corpo, ed essere capace di tollerarla per lungo tempo. Questa capacit\u00e0 \u00e8 diversa per ogni\u00a0 individuo. Si pu\u00f2 definire come <i>il livello d\u2019intensit\u00e0 dell\u2019emozione e la capacit\u00e0 di una persona di starci.<\/i> Quanto intensa dev\u2019essere l\u2019emozione, e quanto deve starci una persona per risolvere i suoi sintomi o per diventare resiliente, \u00e8 soggettivo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1797 aligncenter\" src=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-development-5.jpg\" alt=\"embodiment of emotions in child development through ISP training\" width=\"750\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-development-5.jpg 750w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-development-5-600x300.jpg 600w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-development-5-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p>Il livello dell\u2019emozione e la capacit\u00e0 di gestirla nel tempo possono essere utilizzati per ridurre i rischi di sopraffazione e di scompensazione, attraverso strategie\u00a0 sia psicologiche , come quelle che bilanciano l\u2019approfondirsi nell\u2019emozione e la regolazione della fisiologia, sia strategie che si basano sulla conoscenza della fisiologia delle emozioni,\u00a0 di regolazione e della relazione fra loro. Queste strategie possono essere usate anche per integrare un\u2019emozione superficialmente o profondamente nella fisiologia, secondo le capacit\u00e0 dell\u2019individuo. I sintomi si formano ad una certa soglia emotiva e dopo un certo tempo, quindi alcuni individui hanno bisogno di bassi livelli emotivi e breve durata per risolvere i loro sintomi.<\/p>\n<p>Per esempio, a una mia cliente, \u00e8 bastato tollerare per poco il dolore di un lutto nella zona alta del suo petto e poi nel viso, per far migliorare notevolmente il sintomo di asma. Con un altro cliente con attacchi di panico \u00e8 stato necessario lavorare con livelli alti di paura, ed espanderla in quasi tutta la fisiologia per un tempo molto pi\u00f9 lungo,pi\u00f9 di 40 minuti, per modificare il sintomo. Un\u2019altra cliente, con sintomi di emicrania, quasi morta per una scossa elettrica da piccola, ha avuto bisogno di tollerare alti livelli di terrore per molto tempo, inoltre abbiamo inibito il suo impulso di scaricare la paura dalle lacrime, nel tentativo di sbarazzarsi del sintomo.<\/p>\n<p>Questi esempi illustrano che la capacit\u00e0 necessaria per tollerare un\u2019esperienza, e permettere la risoluzione dei sintomi, \u00e8 soggettiva, sia in termini di tempo e di livello emotivo, che di espansione nel corpo. Dimostrano anche l\u2019efficacia del lavoro corporeo con le emozioni per la risoluzione dei sintomi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 le esperienze spiacevoli sono difficili da accettare e da tollerare?<\/h3>\n<p>Non \u00e8 facile acquisire la capacit\u00e0 di tollerare una emozione; specialmente se \u00e8 spiacevole. Questo perch\u00e9 l&#8217;esperienza di una emozione spiacevole viene generata nel cervello o nella fisiologia del corpo come risultato di stress o disregolazione. (Sapolsky, 1994; Pert, 1999, Damasio, 2003). Dato che i nostri circuiti cerebrali involontari sono orientati a diminuire stress e disregolazione del cervello e del corpo in ogni momento, abbiamo un\u2019innata resistenza involontaria verso le emozioni spiacevoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1800 aligncenter\" src=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-dysregulation-6.jpg\" alt=\"embodiment of emotions through ISP Training dysregulation\" width=\"750\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-dysregulation-6.jpg 750w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-dysregulation-6-600x300.jpg 600w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/embodiment-of-emotions-ISP-Training-dysregulation-6-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p>Questo \u00e8 quello che diceva Freud (Laplance &amp; Pontalis, 1998) quando scriveva che <i>in ogni organismo sano c\u2019\u00e8 avversione verso il dolore, e orientamento al piacere<\/i> (i due aspetti del principio del piacere). Oltre a questa resistenza innata, alcuni individui hanno\u00a0 acquisito forme di resistenza psicologica dalle indicazioni della famiglia, dalla cultura, e dall\u2019educazione,\u00a0 anche a generare e a fare esperienza di un\u2019emozione spiacevole, e tanto meno a sviluppare una capacit\u00e0 adeguata di starci per del tempo.<\/p>\n<p>Le emozioni piacevoli invece, dato che generarle porta meno stress e disregolazione al cervello e alla fisiologia del corpo, non attivano queste resistenze innate. Spesso la resistenza \u00e8 psicologica. Un esempio potrebbe essere un sistema famigliare che per qualche motivo non permette l\u2019espressione di emozioni positive, come la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Come sono generate le emozioni dal cervello e dalla fisiologia del corpo? E come ci si difende?<\/h3>\n<p>Abbiamo visto che le ricerche pi\u00f9 importanti dimostrano che le emozioni spiacevoli sono generate nel cervello e nella fisiologia del corpo, sregolando e stressandoli, e che quelle piacevoli sono generate regolando e riducendo lo stress.<\/p>\n<p>In particolare, ci sono numerose maniere in cui cervello e corpo sono coinvolti nel generare e difendersi contro le emozioni. <a href=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/what-is-integral-somatic-psychology\/\">Integral Somatic Psychology\u2122<\/a> (ISP\u2122) ha identificato sette meccanismi generali che coinvolgono cervello e corpo sia per generare che per difendersi dalle emozioni, prendendo spunto dalle scoperte in campo universitario e dai sistemi di psicoterapia che esistono ad oggi.<\/p>\n<p>Una delle scoperte principali \u00e8 che le emozioni, in particolare quelle persistenti o sopraffacenti, col tempo coinvolgono interamente il cervello e la fisiologia del corpo. Dato che quelle spiacevoli sono generate stressando il cervello e la fisiologia del\u00a0 corpo, esse sono intrinsecamente dolorose. Gli individui variano nella capacit\u00e0 di tollerarle, e spesso utilizzano una serie di difese psicologiche e fisiologiche per cercare di gestirle, o per evitare di generarle o di percepirle. Le difese fisiologiche tentano di minimizzare l\u2019esperienza riducendo il coinvolgimento del cervello e della fisiologia in pi\u00f9 luoghi possibili e a volte riescono a eliminarla del tutto. Una difesa comune \u00e8 la costrizione dei muscoli della respirazione per ridurre l\u2019intensit\u00e0 di un\u2019esperienza emotiva. Queste difese non sono prive di conseguenze. Compromettono la funzione della fisiologia, e non solo nell\u2019area coinvolta. Per esempio, la costrizione dei muscoli della respirazione pu\u00f2 compromettere la funzione dell\u2019intero organismo perch\u00e9 disturba la funzione biologica fondamentale della respirazione. Le persone che utilizzano questa difesa possono ritrovarsi con sintomi non solo respiratori, come difficolt\u00e0 di respirazione, ma anche sintomi in altri organi vitali come il cuore (brachicardia o tachicardia), o in altre parti della fisiologia. Per esempio, se la funzione cardiovascolare \u00e8 compromessa dai disturbi di respirazione causata dalla difesa all\u2019emozione, si possono formare sintomi nelle estremit\u00e0; come debolezza generale nelle gambe o braccia, oppure freddo nei piedi e nelle mani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Le difese fisiologiche contro le emozioni in alcune aree della fisiologia possono rendere l\u2019esperienza emotiva pi\u00f9 difficile da tollerare in altre aree. Com\u2019\u00e8 possibile?<\/h3>\n<p>La \u201cchiusura\u201d della fisiologia per eliminare un\u2019emozione difficile, se non pienamente riuscita, pu\u00f2 paradossalmente rendere quest\u2019esperienza ancora pi\u00f9 insopportabile nelle aree in cui non \u00e8 stata completamente eliminata. Questo accade perch\u00e9 qualsiasi disfunzione introdotta nel cervello e nel corpo attraverso difese fisiologiche contro le emozioni in qualsiasi area, diminuisce con probabilit\u00e0 il funzionamento generale dell\u2019intero organismo.<\/p>\n<p>Esiste un\u2019interdipendenza complessa fra diverse parti della fisiologia che mantiene la salute e il benessere generale dell\u2019organismo.<\/p>\n<p>Senza ostacoli, i flussi del sistema nervoso e del sangue scorrono fra le varie parti della fisiologia e sono essenziali per il mantenimento generale del livello biologico ottimale dell\u2019organismo. Chiudere parti della fisiologia compromettendo questi flussi critici all\u2019interno della fisiologia, riduce la salute e il funzionamento generale dell\u2019intero organismo.<\/p>\n<p>Qualsiasi riduzione del funzionamento generale implica un aumento del livello base di stress e di disregolazione in tutto l\u2019organismo. E questo rende l\u2019esperienza emotiva spiacevole ancora pi\u00f9 intollerabile nell\u2019area del corpo in cui \u00e8 generata, perch\u00e9 la fisiologia generale ha gi\u00e0 un alto livello di stress e di disregolazione di base, causata dalle difese in altre aree. Generare un\u2019emozione spiacevole in una zona, mentre altre zone del cervello e del corpo si stanno difendendo da esse, \u00e8 come dare un peso in pi\u00f9 a una persona che gi\u00e0 fa fatica col carico con cui sta lottando, o che sta portando. In generale, pi\u00f9 \u00e8 alto il livello di stress e disregolazione in un\u2019esperienza, pi\u00f9 insopportabile diventa. In questo caso, lo stress e la disregolazione nell\u2019area che genera l\u2019emozione, si aggiunge allo stress e la disregolazione generale che l\u2019area sta gi\u00e0 vivendo per la chiusura della difesa per ridurre la sofferenza dall\u2019emozione in altre parti interdipendenti della fisiologia.<\/p>\n<p>Questo conduce spesso all\u2019attivazione di difese anche nelle aree limitate in cui l\u2019emozione \u00e8 generata, che potrebbe aumentare ulteriormente stress e disregolazione non solo in quell\u2019area ma anche attraverso la fisiologia ad essa collegata.<\/p>\n<p>Questo forse spiega scientificamente perch\u00e9 si dice che quello che rende un\u2019esperienza emotiva insostenibile dolorosa sono le resistenze che abbiamo nei suoi confronti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 sono importanti le emozioni? E perch\u00e9 non si possono spegnere del tutto?<\/h3>\n<p>Perch\u00e9 non spegnere del tutto le emozioni? La saggezza convenzionale vede le emozioni come irrazionali, opposte alla ragione, e quindi di nessuna funzione (Damasio, 1994). Uno dei motivi per cui non si possono eliminare del tutto \u00e8 perch\u00e9 l\u2019ambiente le stimola continuamente, e quindi non possono essere evitate del tutto. Un\u2019altra ragione \u00e8 che le conseguenze fisiologiche di eliminarle spegnendo la fisiologia possono essere piuttosto gravi, e causare sintomi come fatica cronica. Per questo sembra che si utilizzino una combinazione di difese psicologiche e fisiologiche, e non solo fisiologiche, per gestire o eliminare un\u2019esperienza emotiva difficile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Altri motivi fondamentali per cui le emozioni non si possono spegnere del tutto<\/h3>\n<p>Abbiamo visto che spegnere le emozioni a lungo, potrebbe compromettere le funzioni cognitive, affettive, e comportamentali di un individuo, con conseguenze fisiche, energetiche, relazionali, e spirituali nella sua vita personale e professionale. E abbiamo visto che le ricerche su emozioni e comportamento, emozioni e cognizione, emozioni integrate, ed emozioni e risultati nella vita personale e professionale, dimostrano che sono essenziali per il funzionamento ottimale affettivo, cognitivo, e comportamentale, nella vita personale e professionale delle persone. Le emozioni in forma d\u2019informazione sembrano essenziali per il funzionamento ottimale in tutte le sfere della vita di un individuo. Ha quindi perfettamente senso che non si possano spegnere del tutto senza serie conseguenze.<\/p>\n<p>Lavorare con le emozioni e con il loro radicamento nel corpo come strategia clinica potrebbe quindi non solo aiutare a risolvere problemi emotivi, ma anche cognitivi e comportamentali, anche nelle terapie cognitive\/comportamentali non particolarmente focalizzate su questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ritorno al discorso sulle importanti scoperte della fisiologia delle emozioni<\/h3>\n<p>Il fatto strano nel campo della fisiologia delle emozioni \u00e8 che vi sono ancora scienziati che credono che le emozioni non abbiano niente a che vedere con il corpo, e che il corpo risponde solo dopo che l\u2019emozione \u00e8 generata nel cervello. Evidentemente il ruolo e il comportamento del corpo nell\u2019esperienza emotiva non sono molto conosciuti. Anche se \u00e8 evidente che sarebbe difficile separare nel corpo le <i>sensazioni dell\u2019emozione<\/i>, dalle <i>sensazioni che appartengono alla risposta all\u2019emozione,<\/i> affermare che le sensazioni appartengono solo al comportamento, contraddice teorie, prove, e anche vissuto comune, della partecipazione del corpo alle esperienze emotive. Questi scienziati credono che le emozioni siano generate nel cervello, e che il corpo sia coinvolto solo perch\u00e9 fa qualcosa in risposta all\u2019emozione. La separazione dell\u2019esperienza di un\u2019emozione dal comportamento, \u00e8 filosoficamente difficile da giustificare. Se si espande la definizione di emozione per includere, oltre a quelle primarie e secondarie, quelle senso-motorie &#8211; come il desiderio di fare, o non fare qualcosa &#8211; \u00e8 evidente che c\u2019\u00e8 sempre un\u2019emozione dietro a un comportamento. Alcuni informalmente puntualizzano che le parole sono inseparabili; come per \u2018<i>motion<\/i>\u2019 (movimento) e \u2018<i>e-motion\u2019<\/i> (emozione). Pi\u00f9 formalmente, la letteratura ammette che in teoria c\u2019\u00e8 sempre una componente emotiva in ogni comportamento. Si scopre, come Sapolsky (2017) sottolinea nel suo libro pi\u00f9 recente, che la separazione rigorosa di cognizione e di emozione non \u00e8 scientificamente sostenibile.<\/p>\n<p>Diamo ancora un\u2019occhiata alle scoperte sulla fisiologia delle emozioni nel cervello e nel corpo, e vediamo come utilizzarle per sviluppare una maggiore capacit\u00e0 per le emozioni utilizzando il contenitore pi\u00f9 allargato del corpo. Vediamo cosa dicono specifici ricercatori sull\u2019importanza di sviluppare metodi per integrare le emozioni, espanderle nel corpo e sviluppare la capacit\u00e0 di tollerarle per lunghi periodi, come strategia chiave per migliorare i risultati emotivi, cognitivi, e comportamentali in ogni approccio terapeutico.<\/p>\n<p>Damasio (2003), neurologo specializzato nella fisiologia delle emozioni, offre dimostrazioni di come i processi emotivi, come attrazione e avversione, sono generati nel cervello e nel corpo partendo dalle singole cellule. Pert (1999), scienziata molecolare scopritrice dei recettori per gli oppioidi nel cervello, ha scoperto che le esperienze emotive, che abbiano origine nel cervello o nel corpo, finiscono per coinvolgere l\u2019intero cervello e tutta la fisiologia del corpo in pochissimo tempo. Recenti studi empirici sulle emozioni (Nummenma, L., Glerean, E., Hari, R., &amp; Hietanen, J. K., 2013 &amp; 2016) attraverso diverse culture, come quella Finlandese, Svedese, e Taiwanese, suggeriscono il coinvolgimento dell\u2019intera fisiologia del corpo in numerose emozioni basilari.<\/p>\n<p>Queste scoperte suggeriscono che chiudere la fisiologia del cervello e del corpo come difesa contro un\u2019esperienza emotiva pu\u00f2 avere conseguenze negative per la sua elaborazione, per vari motivi.<\/p>\n<p>Il primo motivo \u00e8 che le informazioni che arrivano da diverse parti del cervello e del corpo in forma di emozioni, potrebbero non essere pienamente disponibili per essere elaborate adeguatamente.<\/p>\n<p>Il secondo motivo \u00e8 che potrebbe ostacolare l\u2019elaborazione perch\u00e9 pu\u00f2 bloccare il flusso naturale dell\u2019emozione anche in tutta la fisiologia dell\u2019organismo.<\/p>\n<p>Il terzo, dal punto di vista della stimolazione, \u00e8 che se l\u2019impulso dietro all\u2019emozione \u00e8 costretto e concentrato in una o solo alcune aree del corpo per difesa, pu\u00f2 stimolare eccessivamente queste aree limitate; stressando e sregolandole, cos\u00ec rendendo l\u2019esperienza emotiva ancora pi\u00f9 difficile da tollerare ed elaborare.<\/p>\n<p>E il quarto motivo \u00e8 che, come abbiamo visto prima, chiudere la fisiologia per gestire le emozioni spiacevoli pu\u00f2 aumentare il livello di stress e disregolazione generale in tutto l\u2019organismo; che pu\u00f2 rendere ancora pi\u00f9 difficile generare ed elaborare le esperienze emotive difficili in qualsiasi parte del corpo, che sia eccessivamente stimolata dall\u2019impulso dietro all\u2019emozione, oppure no.<\/p>\n<p>Le suddette scoperte costituiscono le basi scientifiche per lo sviluppo di strategie cliniche per lavorare con le emozioni nel corpo, per migliorare i risultati emotivi e cognitivi in ogni approccio terapeutico:<\/p>\n<ol>\n<li>Le emozioni possono potenzialmente coinvolgere l\u2019intera fisiologia del cervello e del corpo;<\/li>\n<li>Le difese fisiologiche contro le emozioni spiacevoli in alcune zone del corpo, non solo limitano la capacit\u00e0 di generarle e sentirle pi\u00f9 completamente, ma rendono anche pi\u00f9 difficile tollerarle;<\/li>\n<li>Le emozioni e il loro radicamento nel corpo sono importanti per la risoluzione di difficolt\u00e0 non solo emotive, ma anche cognitive e comportamentali;<\/li>\n<li>E\u2019 dimostrato che la capacit\u00e0 di tollerare le emozioni e di gestirle aumenta la probabilit\u00e0 nel tempo di avere successo nella vita\u00a0 personale e professionale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Benefici della strategia clinica di espandere la fisiologia per espandere l&#8217;esperienza emotiva nel contenitore allargato del corpo<\/h3>\n<p>Le scoperte presentate sopra e le loro implicazioni hanno portato a importanti intuizioni sui benefici di espandere la fisiologia del cervello e del corpo per aiutare a generare e per percepire le emozioni in un terreno pi\u00f9 grande:<\/p>\n<p>Primo: in questo modo le emozioni sono paradossalmente sentite in maniera pi\u00f9 tollerabile ed \u00e8 pi\u00f9 facile starci, di quando la fisiologia si difende e l\u2019emozione \u00e8 generata solo in alcune aree.<\/p>\n<p>Secondo: in questo modo l\u2019emozione causa un livello minore di stress e di disregolazione di quando sono generate solo in alcune aree. E\u2019 probabile che la resistenza innata diminuisca.<\/p>\n<p>Terzo: quando la resistenza innata a generare e provare emozioni spiacevoli diminuisce, anche la resistenza psicologica diventa pi\u00f9 debole, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 facile il lavoro per toglierle di mezzo.<\/p>\n<p>Quarto: dato che le emozioni espanse sono pi\u00f9 tollerabili, le persone riescono a starci per pi\u00f9 tempo. Questo implica una maggiore capacit\u00e0 di tollerarle, in particolare quelle difficili; una capacit\u00e0 essenziale per lavorare con le emozioni e contattarle, anche solo per generarle.<\/p>\n<p>Quinto: la capacit\u00e0 di tollerare le emozioni difficili offre alle persone anche una maggiore resilienza. In questo modo \u00e8 meno probabile che si chiudano e che formino sintomi; ed \u00e8 probabile che recuperino pi\u00f9 velocemente.<\/p>\n<p>Sesto: siccome possono generare, provare, e tollerare pi\u00f9 dell\u2019emozione e per pi\u00f9 tempo, le informazioni pi\u00f9 psicologiche diventano disponibili al cervello in forma di emozioni per poterle elaborare pi\u00f9 a lungo, aumentando la probabilit\u00e0 di miglioramenti e di risultati positivi a livello cognitivo e comportamentale.<\/p>\n<p>Settimo: l\u2019emozione \u00e8 sempre la forza motivante di ogni impulso di comportamento, quindi, avere pi\u00f9 emozioni per pi\u00f9 tempo aumenta la probabilit\u00e0 che si manifesti il comportamento; ma riduce il rischio che il comportamento sia inappropriato.<\/p>\n<p>Ottavo: la capacit\u00e0 di tollerare le emozioni difficili e di non agire comportamenti inappropriati e la capacit\u00e0 di stare per pi\u00f9 tempo con le emozioni per poterle esaminare cognitivamente e trovarne la fonte, possono migliorare moltissimo le relazioni.<\/p>\n<p>Nono: secondo la psicologia Junghiana, l\u2019abilit\u00e0 di tollerare gli opposti \u00e8 considerata importantissima sia per l\u2019individuazione e la crescita personale, che per la differenziazione .<\/p>\n<p>Decimo: l\u2019abilit\u00e0 di tollerare gli opposti nelle esperienze emotive (in particolare quelle difficili) della vita \u00e8 ritenuta da molti approcci una attributo importante per la crescita spirituale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Integral Somatic Psychology (ISP) e la strategia di radicare le emozioni nel corpo<\/h3>\n<p>Radicare nel corpo le emozioni, espanderle nella maggior parte della fisiologia,\u00a0 in modo profondo o superficiale, secondo le capacit\u00e0 del cliente, e sviluppare la capacit\u00e0 di tollerare l\u2019emozione per pi\u00f9 tempo possibile, sono le strategie basilari di ISP &#8211; Integral Somatic Psychology (Psicologia Somatica Integrata); un approccio sviluppato per migliorare i risultati di tutte gli approcci terapeutici, insegnato ormai in oltre una dozzina di paesi nel mondo.<\/p>\n<p>Per radicare le emozioni nel corpo il pi\u00f9 pienamente possibile, ISP lavora con la fisiologia delle emozioni,\u00a0 con esperienze psicologiche\u00a0 che derivano dalle universit\u00e0, e con le tradizioni di psicoterapia corporea, relativa a come ogni strato del corpo, muscolo, organo, sistema nervoso genera emozioni e si difende dalle stesse emozioni e dalle altre esperienze psicologiche. Utilizza strumenti semplici come l\u2019auto-tocco e il movimento, piuttosto che quelli pi\u00f9 complessi come <i>tracciare <\/i>le sensazioni corporee, per facilitare gli operatori dei vari orientamenti\u00a0 ad aiutare i loro clienti a integrare le emozioni nel corpo pi\u00f9 facilmente. Utilizza anche il modello semplice dell\u2019auto-regolazione che si basa sui flussi del sistema nervoso e del sangue, per regolare il corpo durante il lavoro emozionale; cos\u00ec le emozioni che emergono non diventano sopraffacenti, e non provocano scompensazione e disordini psicofisiologici. ISP si focalizza anche sulle maniere in cui le emozioni possono essere supportate, evocate e sostenute nel tempo. Per lavorare pi\u00f9 completamente con le esperienze emotive, oltre a lavorare con le emozioni primarie e secondarie, ISP lavora con le emozioni senso-motorie; pi\u00f9 frequenti e facili da tracciare perch\u00e9 sono fenomeni pi\u00f9 del corpo che del cervello.<\/p>\n<p>Dato che la psicologia energetica offre altri sistemi per migliorare il radicamento delle emozioni, nel corpo. ISP utilizza anche le scoperte della psicologia energetica orientale relative al ruolo del corpo energetico di generare e di emozioni\u00a0 e di difendersi da esse, per migliorare ulteriormente il radicamento delle emozioni nel corpo fisico. I riferimenti per alcune delle scoperte chiave inerenti sono nell\u2019appendice. Per dettagli ed esempi dell\u2019approccio ISP, leggere l\u2019articolo: <a href=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/\"><i>Cos\u2019\u00e8 la Integral Somatic Psychology? Una conversazione con Raja Selvam<\/i><\/a><i>.<\/i><i> \u00a0<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Appendice<\/h3>\n<p><b>Il ruolo dell\u2019energia nelle emozioni e il radicamento nel corpo\u00a0<\/b><\/p>\n<p>La psicologia orientale sostiene che l\u2019esperienza emotiva \u00e8 potenzialmente un\u2019esperienza globale, che pu\u00f2 coinvolgere l\u2019intero organismo e rendere pi\u00f9 difficile l\u2019elaborazione di un\u2019emozione. Nella psicologia energetica orientale, si teorizza che le esperienze fisiche e psicologiche di una persona emergono dall\u2019interazione continua fra il corpo grossolano e quello sottile. Il corpo fisico \u00e8 chiamato <i>corpo individuale grossolano<\/i> ed \u00e8 l\u2019unico che la scienza e la psicologia generale immaginano come base di tutte le nostre esperienze. Sappiamo dalla fisica quantistica, che il nostro corpo fisico esiste a livello quantico; quello subatomico delle particelle (come fermioni e bosoni) e a livello non-quantico in forma di aggregati, come neuroni, muscoli, cellule delle ossa. Nei termini della psicologia orientale, il livello quantico del nostro corpo fisico \u00e8 <i>il livello sottile del nostro corpo individuale grossolano;<\/i> e il livello non-quantico del nostro corpo fisico \u00e8 <i>il livello grossolano del corpo individuale grossolano<\/i>.<\/p>\n<p>Il corpo individuale sottile della psicologia orientale \u00e8 quello che nel lavoro sull\u2019energia \u00e8 spesso chiamato <i>corpo energetico. <\/i>In accordo con la scoperta di Einstein che la materia \u00e8 energia, la psicologia orientale utilizza il termine <i>corpo sottile individuale <\/i>piuttosto che <i>corpo energetico <\/i>in riferimento al corpo aggiuntivo che esiste solo a livello quantico, per non creare l\u2019incomprensione che materia ed energia sono cose diverse.<\/p>\n<p>Secondo la psicologia orientale, il corpo sottile individuale \u00e8 la fonte di tutti gli impulsi che poi diventano le nostre esperienze fisiche e psicologiche. Questo corpo sottile di livello quantico interagisce con il livello quantico del corpo grossolano per stimolare le esperienze fisiologiche e psicologiche nel corpo individuale grossolano, o corpo fisico.<\/p>\n<p>Se un\u2019esperienza diventa difficile da provare o da tollerare, si creano difese nel corpo sottile, che poi creano schemi di difesa nel corpo grossolano per gestire l\u2019esperienza o difendersi da essa del tutto. La chiusura di parti del corpo grossolano come difesa dall\u2019esperienza psicologica compromette il funzionamento globale della fisiologia e aumenta il livello di stress e disregolazione ovunque. Le difese del corpo sottile, che portano a difese nel corpo grossolano, lasciano il corpo individuale grossolano meno capace in termini fisiologici e psicologici.<\/p>\n<p>Le difese del corpo sottile prendono forma di squilibri energetici, in cui l\u2019energia \u00e8 concentrata in alcune parti e svuotata da altre (Sills, 1989). Questi squilibri hanno una funzione di difesa e le corrispondenti aree nella fisiologia del corpo grossolano di solito mostrano livelli pi\u00f9 alti di disfunzione, stress, e disregolazione. Quando la concentrazione di energia in una zona non \u00e8 per scopi difensivi, come quando l\u2019energia \u00e8 utilizzata per tenere o contrarre la zona per impedire il suo funzionamento, la stimolazione eccessiva pu\u00f2 portare ad un funzionamento eccessivo dell\u2019area, ad un livello maggiore di stress e disregolazione e, come conseguenza, potenziali disfunzioni nella zona.<\/p>\n<p>Per esempio, per gestire un senso di tristezza sopraffacente,l\u2019energia dal centro del cuore pu\u00f2 concentrarsi nella zona del petto e della testa e scaricare la parte inferiore delle gambe nel corpo individuale sottile. La concentrazione di energia in queste zone potrebbe anche servire come difesa, inibendo queste aree per gestire l\u2019esperienza di tristezza. L\u2019energia concentrata in testa potrebbe risultare anche in uno schema di stimolazione eccessiva del cervello, che pu\u00f2 manifestarsi come dominio del cognitivo sull\u2019emotivo in relazione alla tristezza, o anche come concentrazione dell\u2019esperienza di tristezza sopraffacente nel cervello, pi\u00f9 che nel resto del corpo. Anche le ricerche empiriche (Marcher &amp; Fich, 2010) sulla funzioni psicologica dei muscoli volontari della Bodynamic Analysis, un sistema di psicoterapia somatica danese, ha identificato i muscoli della parte inferiore delle gambe come correlate all\u2019equilibrio fra cognitivo ed emotivo, in relazione ad una esperienza.<\/p>\n<p>Secondo la psicologia energetica orientale, un equilibrio uniforme della distribuzione di energia nel corpo sottile \u00e8 importante, non solo per una stimolazione equilibrata delle esperienze cognitive, emotive, e comportamentali nel corpo grossolano. \u00c8 necessario anche assicurare che una parte del corpo grossolano non sia eccessivamente stimolata, sollecitata, o sregolata dalla distribuzione squilibrata di energia nel corpo sottile.<\/p>\n<p>Quando l\u2019energia\u00a0 cos\u00ec concentrata, stimola eccessivamente una zona del corpo grossolano per generare un\u2019esperienza emotiva\u00a0 spiacevole, quell\u2019area \u00e8 soggetta a un livello pi\u00f9 alto dell\u2019emozione, e quindi\u00a0 allo stress e alla disregolazione al di sopra dello stress, coinvolta nella creazione dell\u2019esperienza emotiva, pi\u00f9 di quanto sarebbe se l\u2019energia che stimola il corpo grossolano fosse pi\u00f9 equilibrata.<\/p>\n<p>Integral Somatic Psychology (ISP) utilizza semplici mappe energetiche del corpo sottile, che non sono cos\u00ec facile da osservare, sovrapposte a quelle pi\u00f9 osservabili e misurabili nel corpo fisico. Insegna semplici strumenti come movimento e auto-tocco per lavorare con le difese contro le emozioni, e le altre esperienze psicologiche nel corpo sottile, per equilibrare le energie nel corpo energetico e anche fisico; per aumentare il radicamento delle emozioni nel corpo e per regolarle quando necessario. In quanto la capacit\u00e0 di tollerare gli opposti, specialmente nelle esperienze spiacevoli,\u00a0 \u00e8 importante per assicurare la salute del corpo energetico e la sua relazione con il corpo fisico, coloro che lavorano nel campo della psicologia energetica possono migliorare il loro lavoro integrando a livello fisico le emozioni e le altre esperienze psicologiche che stimolano nei clienti, anche a livello energetico, attraverso l\u2019ISP &#8211; Integral Somatic Psychology.<\/p>\n<p><em>Questo documento \u00e8 stato trascritto da Luisa Brancolini.<\/em><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3>Referenze<\/h3>\n<p>Colombetti, G. &amp; Thompson, E. (2008). The feeling body: Towards an enactive\u00a0approach to emotion. In Overton W. F., Muller U., &amp; Newman J. L. (Eds.), <i>Developmental Perspectives on Embodiment and Consciousness <\/i>(pp. 45-68), New York: Lawrence Erlbaum Associates.<\/p>\n<p>Damasio, A. (1994).<i> Descartes\u2019 error: Emotion, reason, and the human brain. <\/i>New\u00a0York: Penguin Books.<\/p>\n<p>Damasio, A. (2003).<i> Looking for Spinoza: Joy, sorrow, and the feeling brain.<\/i>\u00a0Orlando,\u00a0FL:<b> <\/b>Harcourt, Inc.<\/p>\n<p>Dayananda, S. (2002). <i>The teaching of the Bhagvad Gita.<\/i> New Delhi: Vision Books.<\/p>\n<p>Goodman, A., Joshi, H., Nasim, B., &amp; Tyler, C. (2015). <em>Social and emotional skills in childhood and their long-term effects on adult life.<\/em> Retrieved November 12, 2017 from the Early Intervention Foundation, UK, website <a href=\"http:\/\/www.eif.org.uk\">http:\/\/www.eif.org.uk<\/a> address\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eif.org.uk\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/EIF-Strand-1-Report-FINAL1.pdf\">http:\/\/www.eif.org.uk\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/EIF-Strand-1-Report-FINAL1.pdf<\/a><\/p>\n<p>Jung, C. G. (1960).\u00a0<i>The structure and dynamics of the psyche.<\/i>\u00a0Princeton,\u00a0NJ: Princeton University Press.<\/p>\n<p>Khan, J. (2013). <em>Can emotional intelligence be taught? <\/em>The New York Times.\u00a0Retrieved November 11, 2017 from the New York Times website address\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2013\/09\/15\/magazine\/can-emotional-intelligence-be-taught.html?pagewanted=4&amp;_r=1&amp;adxnnl=1&amp;adxnnlx=1379224864-47C4d1qa42Lar9ewjQxlPQ&amp;\">http:\/\/www.nytimes.com\/2013\/09\/15\/magazine\/can-emotional-intelligence-be-taught.html?pagewanted=4&amp;_r=1&amp;adxnnl=1&amp;adxnnlx=1379224864-47C4d1qa42Lar9ewjQxlPQ&amp;<\/a><\/p>\n<p>Laplance, J. &amp; Pontalis, J. (1988). <i>The pleasure principle. The language of\u00a0<\/i><i>psychoanalysis. <\/i>London: Karnac Books.<\/p>\n<p>Marcher, L. &amp; Fich, S. (2010). <i>Body encyclopedia: A guide to the psychological\u00a0<\/i><i>functions of the muscular system.<\/i> Berkeley, CA: North Atlantic Books.<\/p>\n<p>Niedenthal, P. 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