{"id":2147,"date":"2018-03-12T14:51:44","date_gmt":"2018-03-12T14:51:44","guid":{"rendered":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/?p=2147"},"modified":"2020-03-29T18:51:21","modified_gmt":"2020-03-29T18:51:21","slug":"cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/raja-selvam-phd\/\">Raja Selvam<\/a>, PhD, \u00e8 un senior trainer nei programmi di formazione professionale sul trauma Somatic Experiencing (SE) di Peter Levine, ed \u00e8 anche l\u2019ideatore del processo di <a href=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/what-is-integral-somatic-psychology\/\">Integral Somatic Psychology\u2122<\/a> (ISP\u2122), cio\u00e8 Psicologia Somatica Integrata, un approccio avanzato per integrare corpo, energia e coscienza all\u2019interno di un processo psicologico, rivolto a professionisti con esperienza clinica. L\u2019approccio eclettico di Raja attinge a sistemi di lavoro corporeo come l\u2019Integrazione Posturale (Postural Integration), la Terapia Craniosacrale Biodinamica (Biodynamic Cranio-Sacral Therapy), la Terapia della Polarit\u00e0 (Polarity Therapy), sistemi di psicoterapia corporea come la Terapia Reichiana (Reichian Therapy), la Bioenergetica (Bioenergetics) e l\u2019Analisi \u201cBodynamica\u201d (Bodynamic Analysis), psicologie Junghiane e degli Archetipi, scuole psicanalitiche di Relazioni Oggettuali (Object Relations) e Inter-Soggettivit\u00e0 (Inter-Subjectivity), Somatic Experiencing<sup>\u00ae<\/sup> (SE\u2122), Scienza Neuroaffettiva (Affective Neuroscience), e Advaita Vedanta, una tradizione spirituale dell\u2019India. Raja ha anche pubblicato un articolo sul trattamento dei sintomi traumatici tra i sopravvissuti allo tsunami in India nella rivista Traumatology (September 2008). L\u2019articolo Jung and Consciousness \u00e8 stato pubblicato nella rivista di psicologia analitica Spring (Autunno 2013). Raja insegna negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Belgio, Danimarca, Russia, Italia, Israele, India, Sri Lanka, Hong Kong, Cina e Brasile.<\/p>\n<p>La serie <a href=\"https:\/\/relationalimplicit.com\/somatic-perspectives\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Somatic Perspectives<\/a> on Psychotherapy (Prospettive Somatiche nella Psicoterapia) si occupa di psicoterapia focalizzata sull\u2019esperienza percepita nel corpo. La nostra enfasi principale \u00e8 sugli approcci clinici, e ogni professionista clinico \u00e8 invitato a sperimentare questo metodo basandosi sulla propria prospettiva. Un obiettivo comune \u00e8 quello di esplorare la convergenza tra pratica clinica e i modelli emergenti della mente umana nei campi della neuroscienza, della psicologia evolutiva e della scienza cognitiva applicata al corpo. L\u2019editore di questa serie, Serge Prengel, LMHC, svolge la sua pratica privata a New York City. Conduce anche seminari su Proactive Change e Mindfulness relazionale percepita nel corpo.<\/p>\n<p>La seguente trascrizione riguarda un\u2019intervista con Raja Selvam. La trascrizione \u00e8 stata successivamente modificata da Raja stesso e varia considerevolmente da quella originale. In questo modo \u00e8 stata resa pi\u00f9 chiara e informativa.<\/p>\n<p><em>Serge Prengel: Questa \u00e8 una conversazione con Raja Selvam. Ciao, Raja.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja Selvam:<\/em> Ciao, Serge.<\/p>\n<p><em>Serge: Dunque Raja, hai sviluppato un approccio detto ISP. Ti va di parlarcene un po\u2019?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Sono felice di farlo, Serge. ISP significa Integral Somatic Psychology (Psicologia Somatica Integrale), e dir\u00f2 brevemente di cosa si occupa. Da molto tempo insegno diversi approcci al lavoro psicologico basati sul corpo, in altre parole permetto al lavoro psicologico di diventare pi\u00f9 efficace mettendolo in contatto con il corpo e con la sua consapevolezza, molto pi\u00f9 di quanto non si faccia normalmente nella psicologia tradizionale. Attraverso i miei studi e la mia esperienza di lavoro con la gente e l\u2019insegnamento con un gran numero di professionisti clinici di paesi diversi, sono arrivato a comprendere un paio di cose.<\/p>\n<p>La prima cosa \u00e8 che c\u2019\u00e8 parecchia informazione scientifica sulla fisiologia delle emozioni e sul processo di auto-regolazione che non ha trovato posto nella pratica clinica, informazioni che possono essere usate per semplificare l\u2019integrazione del corpo in qualunque pratica psicologica. La seconda cosa \u00e8 che non basta rivolgerci esclusivamente al corpo fisico, cio\u00e8 l\u2019unico corpo riconosciuto dalla scienza come origine di tutte le esperienze, il corpo che ci lasciamo dietro di noi in una bara o cremato, al momento della nostra morte. \u00c8 altrettanto importante rivolgerci al corpo sottile, che non \u00e8 misurabile dalla scienza o \u00e8 misurabile solo con grande sforzo e con grandi costi dalla ricerca della fisica quantistica e dalla fisica delle particelle.<\/p>\n<p>In Oriente questo corpo si chiama corpo sottile, per distinguerlo dal corpo fisico o grossolano, quello che finisce nella bara. Quindi in questa intervista mi riferir\u00f2 a quest\u2019ultimo corpo chiamandolo corpo fisico o corpo grossolano. Il corpo grossolano ha anche un livello quantistico, come tutti gli altri oggetti del mondo. Invece il corpo sottile esiste solo a livello quantistico.<\/p>\n<p>In Occidente \u00e8 chiamato anche comunemente corpo energetico ma questa terminologia pu\u00f2 portare ad un fraintendimento, dato che tutti i corpi, sia grossolani che sottili, sono fatti di energia, che varia solo in termini di frequenza. Il corpo grossolano e il corpo sottile interagiscono a livello quantistico. Ho anche una formazione in psicologia Orientale e trovo dei paralleli tra la fisica quantistica moderna e ci\u00f2 di cui tratta da tantissimo tempo la psicologia Orientale.<\/p>\n<p>L\u2019Osteopatia Craniale Occidentale lavora anche con un corpo sottile. \u00c8 chiamato corpo fluido ed \u00e8 usato per portare nel corpo fisico una maggiore regolazione. Una differenza \u00e8 che, mentre la psicologia Orientale dichiara che il corpo sottile pu\u00f2 sopravvivere al corpo grossolano e reincarnarsi, l\u2019Osteopatia Craniale non dice nulla su questo aspetto. Trovo pi\u00f9 efficace lavorare con entrambi i due corpi simultaneamente, considerandoli insieme come l\u2019origine delle nostre esperienze: percepire, pensare, sentire, ricordare, agire, connettersi, relazionarsi, ecc. Lavorare con il corpo sottile non \u00e8 cos\u00ec difficile come si pensa. Ma una volta che lo includiamo, possiamo inserire anche i corpi grossolani e sottili collettivi pi\u00f9 vasti che noi siamo o di cui facciamo parte, secondo il nostro personale punto di vista, e introdurre la dimensione della pura coscienza, il corpo assoluto o la sostanza essenziale che compone tutti i corpi che ci formano, secondo la Psicologia Orientale.<\/p>\n<p>Nella Psicologia Occidentale, ci sono numerosi approcci che introducono nel lavoro psicologico il corpo grossolano e alcuni approcci che introducono anche il corpo sottile, ad esempio la psicologia energetica che si basa sulla nozione di meridiani. Ci sono poi alcune scuole di psicologia transpersonale che introducono anche il corpo grossolano e il corpo sottile collettivi come elementi che influenzano la nostra psiche in modo significativo. E ci sono approcci che introducono nel lavoro psicologico la coscienza. Quasi tutti gli approcci di mindfulness lavorano con la coscienza in un modo o nell\u2019altro. Quindi ho ritenuto che sarebbe stato pi\u00f9 efficace introdurre tutti i corpi possibili e trovare modi semplici per insegnare ai professionisti clinici i vari orientamenti per incorporare nella loro pratica questi diversi corpi o queste tre dimensioni, senza essere costretti a cambiare gli orientamenti teorici che utilizzano con i loro clienti.<\/p>\n<p>Ma la focalizzazione principale di Integral Somatic Psychology (ISP) \u00e8 su come trovare modi semplici per integrare il corpo grossolano individuale nel lavoro psicologico utilizzando la ricerca oggi disponibile sulla fisiologia delle emozioni e sull\u2019auto-regolazione, e su come integrare il corpo sottile individuale e tutti i suoi strati in qualunque setting clinico. Ad esempio, \u2026.<\/p>\n<p><em>Serge: Permettimi di interromperti un momento, perch\u00e9 ci sono tante cose in quello che dici.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Certo.<\/p>\n<p><em>Serge: Quindi stiamo parlando di integrare o portare la nostra attenzione al corpo come strada per gestire i fenomeni psicologici. Ma pi\u00f9 specificatamente hai parlato della distinzione tra corpo sottile e corpo che usiamo nelle nostre esperienze quotidiane. Forse possiamo descrivere meglio questo corpo sottile a livello quantistico.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec, nella psicologia Orientale, si ritiene che non sia solo il corpo fisico a determinare l\u2019esperienza di una persona, come invece sostiene la scienza e la psicologia Occidentale in generale. Anche il corpo sottile ha molto a che fare con l\u2019esperienza. La credenza che il corpo sottile passi da una vita all\u2019altra \u00e8 ancora un punto discutibile, perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 provarne l\u2019autenticit\u00e0 attraverso delle misurazioni. Ci sono quelli che citano ricerche molto credibili sulla reincarnazione per dimostrare l\u2019esistenza del corpo sottile. Ma da un punto di vista clinico pratico la domanda che dobbiamo farci \u00e8: Possiamo portarlo nella nostra consapevolezza o utilizzarlo per aiutare le persone a risolvere meglio i loro problemi ordinari? \u00c8 proprio quello che hanno cercato di fare le psicologie energetiche. Ci sono altre domande che sorgono: Cos\u2019\u00e8 il corpo sottile? \u00c8 un corpo fatto di materia? Certamente \u00e8 fatto di materia, perch\u00e9 tutto \u00e8 materia.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 materia sottile, al livello dei fenomeni quantistici, che sono oggetto della ricerca della fisica quantistica o della fisica delle particelle. Quando in Oriente le persone parlano di chakra, meridiani, elementi e corpi grossolani e sottili, in verit\u00e0 stanno parlando della comprensione intuitiva che hanno del corpo, in termini di consapevolezza, rispetto alle realt\u00e0 non quantistiche Newtoniane e alle realt\u00e0 quantistiche moderne. Fanno distinzione tra un corpo grossolano composto da elementi grossolani creati dalla combinazione di elementi sottili, e un corpo sottile composto solo di elementi sottili o quantistici. Ma per le nostre finalit\u00e0, che siano corpi diversi o semplicemente livelli diversi di uno stesso corpo non \u00e8 molto importante; l\u2019importante \u00e8 poter usare questi modelli per osservare e connettere al corpo nuovi fenomeni, utilizzarli nel nostro lavoro per migliorarlo, e migliorare anche il mondo.<\/p>\n<p><em>Serge: Quindi non parliamo di fare un dibattito sull\u2019esistenza teorica del corpo sottile a livello quantistico. Parliamo di farne l\u2019esperienza, e averne la consapevolezza, per poterlo usare?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Esattamente. \u00c8 pi\u00f9 facile farlo che crederlo, a patto che sappiamo come educare il cliente su queste questioni.<\/p>\n<p><em>Serge: S\u00ec?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec. Ad esempio, quando le persone non riescono ad avere consapevolezza della parte inferiore delle gambe, dal ginocchio in gi\u00f9.<\/p>\n<p><em>Serge: S\u00ec?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Quando non riescono a farlo, non sono in grado di andare in profondit\u00e0 dentro quello che sentono. Al contrario, quando le persone riescono ad andare in profondit\u00e0 dentro quello che sentono, la parte inferiore delle gambe \u00e8 pi\u00f9 aperta e accessibile alla consapevolezza. E anche il loro sentire \u00e8 pi\u00f9 stabile. C\u2019\u00e8 un cambiamento proprio nel corpo fisico in termini di tono della muscolatura, ma c\u2019\u00e8 anche un flusso o una fluidit\u00e0 maggiore, un\u2019energia simile all\u2019acqua o all\u2019aria nelle gambe. E dal punto di vista Orientale questo \u00e8 molto importante. Se lavoriamo con il sentire e le persone hanno molte difficolt\u00e0 con le loro emozioni e sensazioni, \u00e8 molto importante aprire le gambe. Il flusso dal chakra del cuore governa quello che sentiamo verso noi stessi e gli altri e questa energia ha bisogno di circolare anche attraverso la parte inferiore delle gambe per diventare pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 tollerabile e pi\u00f9 comprensibile. E quando aiutiamo le persone a fare questo, vediamo che entrano pi\u00f9 facilmente in contatto con ci\u00f2 che sentono, sono pi\u00f9 capaci di tollerarlo, e hanno delle comprensioni pi\u00f9 significative rispetto al loro sentire. \u00c8 interessante notare che nel sistema di psicoterapia corporea danese detta Analisi Bodynamica (Bodynamic Analysis), un sistema basato su ampi studi empirici delle funzioni psicologiche dei diversi muscoli del corpo, i muscoli della parte inferiore delle gambe hanno a che fare anche con la capacit\u00e0 di una persona di radicarsi nel proprio sentire invece di mantenere una relazione troppo astratta con le emozioni o le sensazioni.<\/p>\n<p><em>Serge: Come facciamo ad assicurarci che l\u2019energia vada nelle gambe?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Per farlo, possiamo lavorare con il corpo fisico, la sua muscolatura, i suoi legamenti, le sue ossa, con semplici movimenti che quasi tutti i professionisti clinici possono insegnare ai clienti. Pu\u00f2 essere utile sviluppare la consapevolezza del flusso di energia nelle gambe, che pu\u00f2 avere le qualit\u00e0 dell\u2019acqua o dell\u2019aria. In generale, quando diventiamo consapevoli di qualcosa, questa consapevolezza favorisce ancora di pi\u00f9 il processo. Non deve essere per forza la verit\u00e0, non \u00e8 cos\u00ec importante sapere se c\u2019\u00e8 qualcosa che chiamiamo corpo sottile o energia, o in qualche altro modo. La cosa importante \u00e8 che quando le persone sono disponibili a seguire la traccia di queste cose e supportarle, si vede che migliorano, e lo fanno pi\u00f9 velocemente.<\/p>\n<p><em>Serge: Quindi, rallentiamo di nuovo un po\u2019. Ascoltandoti, quello che mi sembra di aver capito \u00e8 che uno degli effetti del portare l\u2019attenzione sul corpo sottile \u00e8 riscontrabile, per esempio, nel fatto che le emozioni e tutto quello che sentiamo fluiscono meglio. Ma ci arriviamo prestando attenzione alla fisicit\u00e0 del corpo. Quindi, in qualche modo, un osservatore esterno potrebbe vedere quello che fai, quando presti attenzione alla fisicit\u00e0 del corpo e qualcosa accade. Ma sembra che ci sia anche qualcos\u2019altro. Quello che fai in realt\u00e0 non \u00e8 solo prestare attenzione al corpo fisico, ma anche agire sul corpo sottile, in qualche mod,o attraverso il corpo fisico.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Be\u2019, s\u00ec, e la risposta a questa tua domanda ricca di comprensioni \u00e8 un po\u2019 complicata. Nella psicologia Orientale, il corpo sottile alla fine \u00e8 l\u2019origine di tutta l\u2019esperienza e della regolazione del corpo grossolano. Seguendo questa logica, se lavoriamo con il corpo grossolano e creiamo l\u00ec un cambiamento, vuol dire che contemporaneamente stiamo lavorando e creando un cambiamento anche nel corpo sottile. La consapevolezza \u00e8 libera di essere pi\u00f9 o meno identificata con ciascun corpo che costituisce la nostra esistenza, dato che \u00e8 la sostanza essenziale di tutti i nostri corpi. Ci sono persone che lavorano con la consapevolezza del corpo sottile per creare un cambiamento nel corpo grossolano.<\/p>\n<p>Ma poich\u00e9 tendiamo ad essere pi\u00f9 identificati con il corpo fisico, detto corpo grossolano in Oriente, all\u2019inizio ha pi\u00f9 senso lavorare con la consapevolezza di questo corpo. Tuttavia, ad un certo punto diventa importante essere anche consapevoli dei movimenti del nostro corpo sottile e lavorare con essi per acquisire i benefici che questo tipo di lavoro pu\u00f2 creare. C\u2019\u00e8 chi sostiene che, se siamo capaci di lavorare con il corpo sottile e seguirne la traccia, possiamo ottenere cambiamenti pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 veloci di quelli raggiungibili con il lavoro sul corpo fisico. Le qualit\u00e0 del corpo sottile sono diverse da quelle del corpo fisico. E se non cerchiamo anche quelle, ci troviamo a seguire la traccia solo delle sensazioni nel corpo grossolano tramite il cervello. Dobbiamo ricordarci che, finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita nel corpo grossolano, \u00e8 quasi impossibile per la maggioranza delle persone separare chiaramente la consapevolezza del corpo sottile dalla consapevolezza del corpo fisico, fatta eccezione per alcune esperienze rare come le esperienze di quasi-morte o le esperienze di uscita dal corpo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-932 aligncenter\" src=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg\" alt=\"ISP Blog Raja Selvam Somatic Perspectives Client\" width=\"750\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg 750w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2-600x240.jpg 600w, https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2-300x120.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p><em>Serge: Interessante.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Davvero. Per continuare, le emozioni, ad esempio, sono spesso la cosa pi\u00f9 importante con cui lavoriamo in psicoterapia. La saggezza della psicologia convenzionale sostiene che quasi tutte le patologie derivano dall\u2019incapacit\u00e0 di tollerare certi stati che sono anche di natura affettiva (emotiva). Gli stati affettivi sono sensazioni complesse nel corpo che chiamiamo fisico, e che \u00e8 chiamato grossolano in Oriente; e sono stati energetici complessi a livello di corpo sottile. E l\u2019interazione dei due \u00e8 ci\u00f2 che produce un\u2019emozione, o affetto. \u00c8 un\u2019esperienza interattiva complessa a pi\u00f9 livelli che coinvolge almeno due corpi. Quando le persone cercano di regolare gli stati affettivi tramite strategie di consapevolezza che seguono la traccia delle sensazioni solo a livello del corpo grossolano, spesso scambiano l\u2019albero con la foresta. Questo \u00e8 uno dei punti deboli degli approcci basati sul seguire la traccia delle sensazioni, che tuttavia sono molto importanti per finalit\u00e0 specifiche.<\/p>\n<p>Dobbiamo aumentare la nostra capacit\u00e0 di seguire la traccia in pi\u00f9 sistemi o corpi simultaneamente, e anche nella loro interazione, seguire la traccia di esperienze sempre pi\u00f9 complesse senza suddividerle in micro sensazioni o energie, se vogliamo rintracciare e regolare le nostre esperienze psicologiche in modo pi\u00f9 significativo.<\/p>\n<p><em>Serge: Giusto, giusto, quindi quando siamo focalizzati sul seguire la traccia solo delle sensazioni, potrebbe accadere che scambiamo l\u2019albero con la foresta. Allora, cosa facciamo in pratica in una sessione, come possiamo riuscire effettivamente a seguire la traccia del flusso di un\u2019esperienza pi\u00f9 complessa?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> La capacit\u00e0 di seguire la traccia delle singole sensazioni \u00e8 un passaggio importante. \u00c8 come imparare l\u2019alfabeto del linguaggio del corpo. Per esempio, possiamo sentire caldo o freddo, oppure costrizione o espansione in certe zone del corpo. Il sentire queste semplici sensazioni \u00e9 sufficiente per stabilire un migliore scambio di feedback tra cervello e corpo, tramite i percorsi afferenti ed efferenti del sistema nervoso autonomo e somatico, il che a sua volta aumenta la capacit\u00e0 del cervello di regolare meglio il corpo. Questo pu\u00f2 anche aiutare a regolare le esperienze emotive.<\/p>\n<p>Per esempio, sentire tristezza o paura, e contemporaneamente notare dove sono localizzate nel corpo queste emozioni, e quali sono le sensazioni che le accompagnano, tutto questo pu\u00f2 aiutare a regolare quelle esperienze emotive e contemporaneamente anche il corpo. Quando siamo in grado di sentire parti diverse del corpo nel dettaglio sotto forma di sensazioni, questo ci permette di generare, sentire e regolare fenomeni emotivi pi\u00f9 complessi, come l\u2019amore e il disappunto. Ma le persone abituate a sentire le sensazioni del corpo in tutti i tipi di situazioni possono ritrovarsi ostaggio di un cervello che rintraccia indiscriminatamente tutte le micro sensazioni o tutti i micro movimenti per abitudine. Per questa ragione, non chiedo pi\u00f9 alle persone cosa stanno sentendo, perch\u00e9 se sono abituate a sentire il corpo in ogni situazione, andranno a cercare subito il caldo o il freddo, la costrizione o l\u2019espansione, il formicolio, ecc. Per prima cosa, vado a cercare l\u2019esperienza psicologica, in altre parole cerco la foresta. Cerco un\u2019esperienza psicologica significativa. Esploro gli stati emotivi che potremmo ragionevolmente aspettarci, se non sono gi\u00e0 visibili sul viso della persona o se la persona non me li ha gi\u00e0 riferiti con la sua consapevolezza. Poi chiedo alla persona di sentire nel corpo quelle emozioni o gli altri stati, dove sono, come sono, senza chiedere quali sono le sensazioni specifiche.<\/p>\n<p>Per essere chiaro, gli approcci dove si seguono le tracce delle sensazioni e dei movimenti diversi, come Vipassana, Focusing, Continuum o Authentic Movement, sono sistemi meravigliosi che offrono molti benefici. Ecco perch\u00e9 continuano ad essere popolari e appropriati. Ma dobbiamo esercitare la nostra capacit\u00e0 di discriminare, quando usiamo questi approcci per una regolazione psicologica e anche fisiologica, comprendendone i vantaggi e gli svantaggi, i punti di forza e i punti di debolezza.<\/p>\n<p><em>Serge: Capisco.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> E, quando si tratta di emozioni intense, sappiamo dal lavoro della scienziata molecolare <a href=\"http:\/\/candacepert.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Candace Pert<\/a>, che ha quasi vinto il Premio Nobel per la sua scoperta dei ricettori degli oppiati nel cervello, che un\u2019esperienza emotiva ha un effetto a cascata o un impatto su tutte le cellule del corpo nel giro di pochi secondi. Pi\u00f9 \u00e8 intensa l\u2019esperienza, pi\u00f9 essa influisce sull\u2019intero organismo. In terapia, le persone spesso riferiscono di sentire emozioni nel cuore e sopra il diaframma e le esprimono tramite la testa, il collo e le aree del viso. Quindi, molto spesso, l\u2019esperienza e anche l\u2019espressione di un\u2019emozione restano bloccate sopra il diaframma. E uno dei modi in cui possiamo lavorare con lo stato emotivo, generarlo, sentirlo pi\u00f9 pienamente e anche tollerarlo, \u00e8 quello di aprire il pi\u00f9 possibile all\u2019esperienza l\u2019intero corpo, attraverso la consapevolezza, il movimento, il respiro o l\u2019auto-tocco in diverse direzioni. E quando lo facciamo, abbiamo un\u2019esperienza pi\u00f9 piena dell\u2019emozione, una maggiore capacit\u00e0 di tollerarla e persino un senso pi\u00f9 coerente del suo significato.<\/p>\n<p>Spesso, se le persone non si espandono sotto il diaframma, \u00e8 molto difficile arrivare alle radici inconsce delle loro emozioni. Nella psicologia Orientale, il secondo chakra \u00e8 associato\u00a0all\u2019elemento acqua ed \u00e8 l\u2019accesso all\u2019inconscio e alla creativit\u00e0. Molto spesso, quando le persone sentono solo l\u2019area del cuore sopra il diaframma in associazione con le emozioni, hanno molte difficolt\u00e0, perch\u00e9 la loro energia \u00e8 confinata in aree ristrette del corpo grossolano e del corpo sottile, senza che l\u2019energia del chakra del cuore circoli anche nelle aree sotto il diaframma. Inoltre, la mancanza di connessione con l\u2019energia del secondo chakra nell\u2019area pelvica e la mancanza di circolazione nelle aree inferiori del corpo impedisce alle emozioni di esprimersi pienamente, e alle loro origini inconsce di diventare pi\u00f9 chiare, impedisce anche di trovare soluzioni creative quando la loro risoluzione \u00e8 meno apparente. Le persone si ritrovano in un processo che rimbalza avanti e indietro tra cervello e parte superiore del corpo sopra il diaframma, un processo prolungato di molte associazioni che non riesce ad entrare profondamente nelle emozioni, negli schemi e nelle ragioni che le determinano.<\/p>\n<p><em>Serge: \u00c8 tutto molto interessante ma ancora una volta cerchiamo di rallentare un po\u2019 per ritornare a quello che dicevi precedentemente e chiarire meglio qualche aspetto.\u00a0Se ho capito bene, hai detto che non hai iniziato con le sensazioni ma effettivamente con qualcosa di pi\u00f9 ampio, come un\u2019emozione?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec, l\u2019esperienza.<\/p>\n<p><em>Serge: L\u2019esperienza?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> L\u2019esperienza psicologica e dove si trova nel corpo, o come ne \u00e8 influenzato il corpo.<br \/>\nEsperienze come un\u2019emozione o l\u2019impulso a fare o non fare qualcosa.<\/p>\n<p><em>Serge: E poi?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> E dove non \u00e8 nel corpo e perch\u00e9 non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p><em>Serge: Invece di iniziare dalla sensazione perch\u00e9 potrebbe portare a scambiare l\u2019albero con la foresta?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec, potrebbe portare a questo, specialmente con persone che sono molto brave a seguire le tracce delle sensazioni nel corpo e si perdono l\u00ec, senza avere un\u2019esperienza pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 significativa a livello psicologico. Quando le persone iniziano a sentire il corpo attraverso sensazioni distinte, \u00e8 possibile che si crei davvero un loop di informazioni tra il cervello e il corpo che permette di espandere nel corpo fisico e nel corpo sottile le esperienze che prima erano trattenute e ora emergono, o le esperienze che si generano per la prima volta in quel momento.<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 nessuna garanzia che accada. Dipende dal fatto che la persona, da sola o con l\u2019aiuto di altri, possa generare esperienze significative e interpretarle come significative. E la capacit\u00e0 di generare queste esperienze da soli dipende molto dall\u2019aver ricevuto in passato supporto dagli altri per generare esperienze e comprenderne il significato. Se le persone non riescono a farlo e se sono bravi a seguire la traccia delle sensazioni nel corpo e dei movimenti sia nel corpo sia energetici, allora questo processo potrebbe semplicemente regolare il corpo portandolo ad uno spazio di maggiore tranquillit\u00e0 o ad un equilibrio diventato abituale, senza alcuna trasformazione psicologica significativa o altro tipo di beneficio.<\/p>\n<p><em>Serge: Mhm, mhm.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Ti faccio un esempio. Ho avuto clienti che per anni avevano lavorato con il rintracciare le sensazioni nel corpo e venivano da me con sintomi di ansia. Se l\u2019ansia \u00e8 basata su una paura generica, o sulla paura di una certa cosa che non \u00e8 radicata nella realt\u00e0 effettiva, allora la persona ha bisogno di sentire il pi\u00f9 possibile questa paura e imparare a tollerarla, restandoci in contatto\u00a0fino a quando non inizia a diminuire, senza andare a cercare le cause esterne dell\u2019ansia nella propria vita attuale. La paura sar\u00e0 pi\u00f9 accessibile e pi\u00f9 gestibile se la persona si sente supportata da te nell\u2019esperienza e se il suo corpo grossolano e il suo corpo sottile possono espandersi per contenerla. Ma non appena la persona ha individuato la paura nel corpo grazie alla mia sollecitazione, ritorna per abitudine a deviare immediatamente la propria consapevolezza verso il rintracciare le sensazioni, ad esempio il formicolio, il calore, ecc. allontanandosi dalla situazione psicologica e dalle emozioni, che sono serie di sensazioni veramente complesse che agiscono su pi\u00f9 sistemi del corpo.<\/p>\n<p>In questo modo, non segue la traccia di esperienze pi\u00f9 complesse nel corpo e non sviluppa la capacit\u00e0 di contenerle. Queste persone hanno semplicemente imparato a dissipare esperienze significative seguendo la traccia delle micro-sensazioni e dei micro-movimenti. Quindi, col passare del tempo, quando conduco i miei training, ho imparato a non chiedere alle persone di seguire la traccia delle sensazioni, a meno che questo non serva ad aprire il corpo, accedere al corpo, e con l\u2019aiuto del corpo seguire la traccia di esperienze pi\u00f9 significative. Il requisito per partecipare ai <a href=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/isp-professional-training\/\">training di ISP<\/a> che conduco io \u00e8 quello di avere una lunga esperienza clinica e aver fatto un lungo lavoro psicologico. Il requisito \u00e8 anche di avere una conoscenza adeguata del corpo, ad es. tramite il lavoro di Somatic Experiencing (<a href=\"https:\/\/traumahealing.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">SE<\/a>), o una <a href=\"https:\/\/www.sensorimotorpsychotherapy.org\/home\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Psicoterapia Senso-Motoria<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.bioenergetic-therapy.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Bioenergetica<\/a> o qualche altra formazione o pratica di lavoro corporeo o con le sensazioni del corpo, in modo che le persone conoscano gi\u00e0 bene il proprio corpo e abbiano gi\u00e0 un po\u2019 di familiarit\u00e0 con il sentire le sensazioni del corpo, se non in tutto il corpo, almeno in qualche sua parte.<\/p>\n<p><em>Serge: Mhm, mhm.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Voglio farti un esempio concreto, parlando dell\u2019esperienza del lutto. Direi: Dov\u2019\u00e8 il lutto nel corpo? E dove non \u00e8? Perch\u00e9 non metti la mano sul punto del corpo dove senti che hai molta difficolt\u00e0 a tollerarlo o nel punto dove il lutto non \u00e8 presente in modo che tu possa aprire e connettere quella parte del corpo all\u2019esperienza? Se non \u00e8 sotto il diaframma, vediamo come possiamo aprire il diaframma per lasciare che anche la parte inferiore del corpo si unisca all\u2019esperienza. Perch\u00e9 non muovi il collo in modo che il lutto raggiunga anche il viso?<\/p>\n<p>E poi muovi le braccia o porta anche le braccia nella tua consapevolezza in modo che si uniscano anche loro all\u2019esperienza. Perch\u00e9 non metti una mano sul cuore e l\u2019altra sul rene oppure muovi la parte inferiore della gamba, in modo che l\u2019energia dal chakra del cuore possa fluire pi\u00f9 facilmente attraverso il corpo per rendere la tua esperienza del lutto pi\u00f9 piena ma anche pi\u00f9 tollerabile? In questo modo, aiuto le persone a seguire la traccia delle sensazioni in relazione alla loro esperienza, trovandone il significato, invece di limitarsi a seguire le sensazioni e basta, senza alcuno scopo. Nello stesso tempo, guido l\u2019espansione del corpo fisico nelle direzioni che permettono di aumentare l\u2019auto-regolazione del corpo fisico e la disponibilit\u00e0 delle energie nel corpo sottile.<\/p>\n<p><em>Serge: Quindi, parli dell\u2019esperienza nella sua interezza e, partendo da questo, stimoli la curiosit\u00e0 su dove \u00e8 e dove non \u00e8, ed \u00e8 cos\u00ec che avviene il seguire la traccia in quel contesto.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec. \u00c8 necessario sapere come aiutare i clienti a seguire la traccia e lavorare con i loro corpi in modo che sia il corpo grossolano sia quello sottile siano il pi\u00f9 possibile aperti e in relazione l\u2019uno con l\u2019altro, per sostenere l\u2019esperienza in corso che ha origine in un punto specifico. Il corpo fisico grossolano \u00e8 composto da strati che potrebbero chiudersi quando un\u2019esperienza \u00e8 sopraffacente. Un\u2019esperienza difficile pu\u00f2 creare costrizione in tutti i muscoli, gli organi e il tessuto del sistema nervoso centrale. \u00c8 necessario sapere come guidare i clienti ad aprire i diversi livelli del corpo fisico e facilitare lo scambio tra questi livelli, per ridurre al minimo la sregolazione e contemporaneamente sostenere un\u2019esperienza che porta sregolazione, come la paura. \u00c8 necessario anche sapere come aiutare i clienti a diventare consapevoli dei diversi strati del corpo sottile, lavorare con questi livelli e con la loro relazione. Dobbiamo anche sapere come permettere che le energie del corpo sottile interagiscano il pi\u00f9 possibile con il corpo grossolano. Secondo la Terapia\u00a0della Polarit\u00e0, quando c\u2019\u00e8 costrizione in aree diverse del corpo fisico, il flusso di energia proveniente dai diversi elementi del corpo sottile, dai diversi chakra, non riesce pi\u00f9 a fluire attraverso il corpo fisico impedendo una pi\u00f9 piena manifestazione delle normali esperienze di vita.<\/p>\n<p>Per esempio, l\u2019energia del chakra del cuore non pu\u00f2 fluire nel corpo se le aree dell\u2019intestino crasso, dei reni e della parte inferiore delle gambe sono bloccate in qualche modo. Quindi, quando lavoriamo con il lutto che travolge l\u2019area del torace, facciamo una serie di cose proprio con i vari livelli del corpo fisico. Lavoriamo con l\u2019area del torace utilizzando la consapevolezza, l\u2019auto-tocco e possibilmente il respiro, per mantenere aperta all\u2019esperienza quest\u2019area del corpo e ridurre al minimo la sua sregolazione. Lavoriamo con le braccia e le aree del viso e del collo utilizzando la consapevolezza, il movimento o l\u2019auto-tocco per espandere l\u2019esperienza in queste aree e ridurre al minimo la sregolazione o il carico eccessivo nell\u2019area del torace. Questo \u00e8 possibile perch\u00e9, quando le aree adiacenti del torace, della testa e delle braccia sono pi\u00f9 aperte e connesse meglio, tramite un aumento dei flussi cardio-vascolari e del sistema nervoso, non solo il corpo fisico \u00e8 meno sregolato ma \u00e8 anche in una posizione migliore per generare, condividere e tollerare un\u2019esperienza dolorosa come quella del lutto. Utilizziamo la consapevolezza, il movimento o l\u2019auto-tocco anche con le aree dell\u2019intestino crasso, dei reni e della parte inferiore delle gambe che possono bloccare l\u2019energia del corpo sottile impedendole di fluire dal chakra del cuore verso tutto il corpo fisico grossolano.<\/p>\n<p>Quando facciamo questo, notiamo che le persone sono pi\u00f9 capaci di andare in profondit\u00e0 nelle proprie emozioni, ad es. il lutto. Restano anche pi\u00f9 regolate fisicamente ed emotivamente. La psicologia Orientale, su cui si basa anche <a href=\"https:\/\/polaritytherapy.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Terapia della Polarit\u00e0<\/a>, teorizza che alla fine l\u2019origine dell\u2019esperienza fisiologica e psicologica e della regolazione \u00e8 il corpo sottile. Quindi, da questo punto di vista, quei benefici sono prevedibili. D\u2019altro canto, la psicologia Occidentale teorizza che l\u2019origine dell\u2019esperienza fisiologica e psicologica e della regolazione \u00e8 il cervello e, in questo modo, fa mancare un elemento importante nello sviluppo dell\u2019esperienza e della regolazione della psiche degli esseri umani. Nella Psicoterapia Somatica Integrale (approccio ISP), io porto i benefici di entrambe le prospettive per ampliare al massimo l\u2019efficacia del trattamento.<\/p>\n<p>Quando apriamo il corpo e portiamo la nostra attenzione a come si manifesta nel corpo l\u2019esperienza psicologica, l\u2019esperienza pu\u00f2 diventare intensa. Ma possiamo aprirlo in modo da renderlo regolato meglio o almeno meno sregolato durante le esperienze spiacevoli, in modo che i livelli del corpo fisico compreso il cervello siano pi\u00f9 aperti, regolati e in comunicazione tra loro. Possiamo aprire i livelli del corpo sottile in modo da farli fluire, farli essere in un migliore equilibrio tra loro e in una pi\u00f9 grande interazione con il corpo fisico. Quindi c\u2019\u00e8 una teoria e una logica che ci guidano ad espandere il corpo fisico in determinate direzioni, durante un lavoro psicologico. Se lo facciamo con saggezza, utilizzando le scoperte scientifiche sull\u2019auto-regolazione e quelle che riguardano le basi fisiologiche dell\u2019esperienza quando lavoriamo con il corpo fisico o grossolano, e utilizziamo la psicologia Orientale per lavorare con il corpo sottile, paradossalmente l\u2019elaborazione di un\u2019esperienza difficile pu\u00f2 diventare meno difficile. Si riduce la resistenza conscia e inconscia che tutti abbiamo verso le esperienze spiacevoli. Possiamo muoverci attraverso esperienze difficili e risolverle quando e come accadono, senza trovarci bloccati nel passato, senza essere sempre all\u2019erta per impedire che riemergano e ci facciano soffrire con sintomi psicosomatici e psico-fisiologici, come la fatica cronica o la fibromialgia, o tanti altri.<\/p>\n<p>I training ISP enfatizzano l\u2019esperienza personale, perch\u00e9 le persone che hanno gi\u00e0 familiarit\u00e0 con il corpo devono disimparare quei modi familiari e abituali di seguire le tracce nel corpo e lavorare con il corpo, se vogliono davvero apprendere un metodo diverso. In un training recente, tre studenti, che da molti anni avevano sintomi di fibromialgia, mi hanno riferito di aver risolto i loro sintomi in modo molto significativo dopo che avevano lavorato con la regolazione psicologica di un\u2019esperienza difficile, mentre contemporaneamente si occupavano della connessione e regolazione del corpo grossolano e del corpo sottile. Naturalmente, per poter dichiarare di aver raggiunto un obiettivo cos\u00ec valido, dobbiamo vedere se, nel lungo periodo, quelle persone rimarranno senza sintomi.<\/p>\n<p>Ma quello che era accaduto in classe era stato un segnale incoraggiante. Mi sono stati raccontati casi in cui \u00e8 bastata una sola sessione per portare a risoluzione in modo incredibile sintomi che persistevano da anni e anni, come l\u2019emicrania e l\u2019asma, quindi non sono pi\u00f9 sorpreso da questo tipo di risultati. La regolazione psicologica, la regolazione del corpo grossolano e la regolazione del corpo sottile sono i tre pilastri del lavoro di ISP.<\/p>\n<p>Nella mia esperienza, quando queste tre regolazioni accadono simultaneamente, in relazione tra loro, questi risultati sono davvero possibili.<\/p>\n<p><em>Serge: Quindi, Raja, stai parlando di come resta bloccata l\u2019energia, e come questo a sua volta pu\u00f2 inibire il processo psicologico e fisiologico. Stai parlando di come lavorare con l\u2019energia per farla fluire di nuovo e come questo flusso permette di arrivare alla regolazione psicologica e fisiologica. E, per poterlo fare, hai una \u201cmappa stradale\u201d dei vari circuiti, delle direzioni e dei punti verso cui deve dirigersi il flusso dell\u2019energia, e cosa si deve fare per facilitare questi flussi.<\/em><\/p>\n<p>Raja: S\u00ec, esattamente. E contemporaneamente \u00e8 necessario sapere cosa fare nel corpo fisico per amplificare al massimo la regolazione fisiologica e psicologica, facendosi guidare dalle scoperte scientifiche nei campi della neurofisiologia dell\u2019auto-regolazione e della fisiologia delle emozioni, delle relazioni e delle altre esperienze psicologiche. E la metodologia deve essere sufficientemente semplice. Altrimenti gli psicoterapeuti che provengono da altre discipline non riescono ad impararla facilmente. E deve essere presentata in un modo che permetta loro di integrarla facilmente nelle diverse cornici e nei diversi orientamenti con cui fanno terapia.<\/p>\n<p><em>Serge: Mhm, Mhm.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Quindi i professionisti clinici esperti che hanno orientamenti differenti possono usare questo approccio nella loro pratica per renderla pi\u00f9 incarnata nel corpo. Lo ripeto, non parliamo solo di usare il corpo sottile per migliorare il nostro lavoro. Parliamo anche di lavorare con il corpo sottile in connessione con il corpo fisico, e lavorare con il corpo fisico di per s\u00e9. Facilitando i flussi del sistema nervoso autonomo in entrambe le direzioni, in modo che le informazioni delle aree del corpo servite dal sistema nervoso autonomo \u2013 organi, ghiandole e vasi sanguigni &#8211; arrivino al cervello e le informazioni del cervello arrivino a queste aree del corpo, il cervello riuscir\u00e0 non solo a regolare meglio queste aree ma anche ad usare queste aree per generare e regolare meglio le esperienze psicologiche. E pi\u00f9 riusciamo a facilitare i flussi afferenti ed efferenti lungo i percorsi somatici del sistema nervoso, pi\u00f9 il cervello sar\u00e0 capace di regolare i muscoli e usarli per generare e regolare le esperienze psicologiche. Questi modi di lavorare con i tre livelli del corpo fisico sono stati semplificati e utilizzati con grande efficacia per aiutare i sopravvissuti indiani allo Tsunami del 2004. Abbiamo pubblicato i dati del nostro lavoro nella rivista specializzata in traumi <a href=\"http:\/\/www.apa.org\/pubs\/journals\/trm\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Traumatology<\/a> nel 2008.<\/p>\n<p><em>Serge: S\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Ora abbiamo un progetto pluriennale in Sri Lanka. Ci occupiamo di formare 160 counselor nella zona dello Sri Lanka del Nord dove c\u2019era la guerra, per trattare i sintomi dei disturbi da stress post-traumatico dovuti alla guerra, alle perdite e ai lutti, alla violenza e a agli spostamenti forzati. La guerra civile trentennale \u00e8 finita solo pochi anni fa. Usiamo \u201cmappe stradali\u201d molto semplici qui, non necessariamente lavoriamo con il corpo sottile, pi\u00f9 facilmente lavoriamo con il corpo fisico \u2013 come aprire i diversi livelli della fisiologia e come facilitare i flussi cardio-vascolari e del sistema nervoso attraverso i diversi livelli del corpo, mentre lavoriamo con le esperienze terribili che le persone hanno attraversato. Questo le aiuta a far riaffiorare quelle esperienze terribili, tollerarle e lavorarci sopra in modo migliore rispetto a tutti gli approcci di counseling precedentemente utilizzati.<\/p>\n<p><em>Serge: S\u00ec, quindi ripristinare la regolazione dei flussi tra i livelli del corpo fisico \u00e8 una strada che utilizzi.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec. Se vogliamo, \u00e8 una delle tante strade. Che funziona meglio con gli psicoterapeuti Occidentali che hanno una formazione scientifica. Ma, per aiutare le persone, usiamo anche il corpo sottile individuale e i corpi sottili e grossolani collettivi che a loro volta compongono l\u2019individuo, direttamente o indirettamente. Per chiarire meglio queste idee, ti far\u00f2 un paio di esempi.<\/p>\n<p><em>Serge: O.K.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Dopo lo Tsunami del 2004, un ragazzino di 10 anni \u00e8 arrivato da noi mentre lavoravamo in un paesino dell\u2019India del Sud. Ha preso la mano di una nostra terapista e l\u2019ha appoggiata sul suo petto, dicendo \u201cTsunami, bum, bum, bum\u201d. Aveva l\u2019esperienza di palpitazioni cardiache e ansia ogni volta che pensava allo tsunami o qualcuno o qualcosa glielo ricordava. Mostrava chiaramente molta paura mentre ne parlava. Gli abbiamo offerto un breve trattamento e gli abbiamo insegnato quello che avrebbe potuto fare per aiutare se stesso qualora si fossero presentati di nuovo quei sintomi. E la storia \u00e8 andata pi\u00f9 o meno cos\u00ec. \u00c8 stato piuttosto semplice, complessivamente. Abbiamo detto \u201cS\u00ec, uno tsunami \u00e8 una cosa molto spaventosa e il corpo si carica come quando corriamo ad alta velocit\u00e0. E il nostro corpo pu\u00f2 fare fatica a gestire tutta questa paura e carica. Quindi cerca di restringere l\u2019esperienza in uno spazio il pi\u00f9 piccolo possibile e ci mette sopra un coperchio. In questo modo, tutta la paura e la carica restano bloccate nel petto, che ora si \u00e8 indurito. Il fatto che tutta la paura e la carica contenute nel corpo ora siano bloccate in un\u2019area cos\u00ec piccola del torace pu\u00f2 travolgere quell\u2019area e creare difficolt\u00e0 come l\u2019ansia, problemi di respirazione, e battito cardiaco irregolare\u201d. Poi gli abbiamo insegnato a non fuggire dalla paura e dalla carica ma trovare un modo di creare uno spazio pi\u00f9 grande per contenerle, in modo che il corpo non fosse costretto a tendersi e indurirsi e trattenere tutta quella paura e carica nel petto, fino a provocargli gli scompensi cardiaci.<\/p>\n<p>In modo specifico, gli abbiamo insegnato a mettere una mano sul petto, muovere il braccio destro, quindi il braccio sinistro, e sentire che tutte quelle aree si aprivano. E lui \u00e8 riuscito a sentire pi\u00f9 sensazioni di ansia nelle braccia. Cos\u00ec nell\u2019area del torace ha iniziato a sentire sollievo, e il suo respiro \u00e8 migliorato. Si \u00e8 esteso lentamente ad altre aree; non molte aree, ha iniziato a estendersi un po\u2019 nelle gambe. Il ragazzino era piacevolmente sorpreso di sperimentare questo sollievo. Gli abbiamo detto: \u201cSono queste le cose da fare quando ricorderai lo tsunami e il cuore inizier\u00e0 a palpitare. Metti le mani sul cuore, sul petto, e muovi le braccia e forse anche le gambe, e vedi come la paura pu\u00f2 espandersi il pi\u00f9 possibile nel tuo corpo, in modo che non ti spaventi pi\u00f9 cos\u00ec tanto nel cuore, da farlo battere in modo irregolare\u201d. Abbiamo avuto un nuovo colloquio con lui dopo quattro settimane e un altro ancora dopo sei mesi, e lui stava bene. Ci ha detto che da allora non aveva pi\u00f9 avuto quei sintomi ed era riuscito a gestire la sua paura prima che diventasse troppo intensa. Spero che questo esempio ti dia un\u2019idea di come si pu\u00f2 lavorare con una modalit\u00e0 semplice. E se guardiamo questo semplice esempio tenendo conto dei principi di cui abbiamo parlato prima, possiamo vedere che abbiamo fatto un lavoro con il corpo fisico, quando abbiamo espanso le aree del torace e delle braccia e le abbiamo rese pi\u00f9 funzionali; abbiamo aumentato i flussi cardio-vascolari e del sistema nervoso tra i tre livelli della fisiologia e all\u2019interno di ognuno di essi \u2013 muscoli, organi e sistema nervoso \u2013 utilizzando la consapevolezza, il tocco e il movimento. Questo ha reso anche possibile generare quelle esperienze difficili di paura e ansia, mantenere il contatto con esse e tollerarle in un\u2019area della fisiologia pi\u00f9 ampia, senza stressare l\u2019area ristretta del cuore che si sarebbe sregolata creando un battito cardiaco irregolare. In questo esempio, vediamo anche il lavoro indiretto con il corpo sottile. Perch\u00e9 l\u2019energia del chakra del cuore possa fluire pi\u00f9 pienamente ed essere contenuta, \u00e8 necessario che l\u2019area della cassa toracica, dalla spalla al diaframma, e l\u2019area della parte superiore del braccio, dalla spalla al gomito, siano aperte e connesse tra loro. Questa pu\u00f2 essere vista come una possibilit\u00e0 inclusa negli interventi della sessione.<\/p>\n<p><em>Serge: \u00c8 un esempio molto, molto bello e, in un certo senso, quello che vorrei fare ora con te \u00e8 un \u201cinstant replay\u201d, come se riguardassimo tutto in un video. Dato che non abbiamo un video di questo lavoro e non possiamo commentarlo, io suggerisco agli ascoltatori di questa intervista di ripercorrerlo da soli un pezzetto alla volta, portando l\u2019attenzione ai vari livelli di cui parli.Possono anche provare ad applicarlo a una propria esperienza difficile. Sappiamo che abbiamo bisogno di lavorare su qualcosa quando c\u2019\u00e8 una sensazione sottostante che ci dice\u201d S\u00ec, questa esperienza \u00e8 veramente sopraffacente\u201d. Allora possiamo imparare che c\u2019\u00e8 un modo di gestire questa e altre situazioni simili, inserendole in un contenitore pi\u00f9 grande nel quale possiamo digerirle.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec, \u00e8 un\u2019ottima idea. Ma gli ascoltatori devono assicurarsi di scegliere all\u2019inizio una cosa piccola, non la peggiore esperienza della loro vita, per fare una prova. Devono anche ricordarsi che ci deve essere la disponibilit\u00e0 a soffrire un po\u2019 per un certo periodo di tempo, per evitare di soffrire in seguito, inutilmente, con sintomi persistenti. E devono ricordarsi che \u00e8 sempre pi\u00f9 facile elaborare un\u2019esperienza difficile con il sostegno degli altri piuttosto che da soli. In realt\u00e0, non possiamo elaborare certe esperienze senza il sostegno degli altri.<\/p>\n<p>Uno degli strumenti principali insegnati nei training di ISP \u00e8 l\u2019uso della risonanza interpersonale. Siamo tutti creati per sentirci e regolarci l\u2019uno con l\u2019altro, corpo con corpo, tramite le frequenze dello spettro elettromagnetico del corpo fisico e le frequenze energetiche pi\u00f9 elevate dei corpi sottili.<\/p>\n<p>Questi strumenti possono essere usati efficacemente per supportare i clienti in una sessione. Una delle tragedie della pratica psicologica che non include la consapevolezza del corpo fisico e del corpo sottile \u00e8 il sotto-utilizzo di questo strumento \u201cextra-ordinario\u201d. Anche in questo caso, non \u00e8 difficile farlo. Ma richiede un cambiamento d\u2019impostazione mentale della psicologia Occidentale. Come ha notato <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Robert_Stolorow\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Robert Stolorow<\/a>, un brillante psicoanalista inter-soggettivo, molta psicologia Occidentale si \u00e8 persa nel paradigma che considera la psiche individuale un elemento isolato con confini rigidi, che funziona come un robot usando i suoi sensori per la percezione e la sua CPU (unit\u00e0 di elaborazione centrale) per le inferenze e tutte le altre esperienze. Questa risonanza interpersonale \u00e8 spesso l\u2019esperienza primaria dell\u2019attaccamento e delle altre esperienze di relazioni.\u00a0Quindi per me \u00e8 difficile immaginare di lavorare con l\u2019attaccamento e le altre esperienze di relazioni senza essere consapevole della dimensione di risonanza interpersonale di tali esperienze attraverso il corpo fisico e il corpo sottile.<\/p>\n<p><em>Serge: Affascinante! Tornando all\u2019esempio, io sto ancora pensando all\u2019esempio\u2026 un\u2019altra parte che ho trovato degna di nota \u00e8 il fatto che tu, invece di prestare semplicemente attenzione al cliente, hai effettivamente chiesto al ragazzino di muovere il braccio e osservare qualcosa. E lo hai fatto in modo semplice, suggerendogli che lo avrebbe potuto mettere in pratica anche da solo. Vorrei invitarti a riprendere questo esempio e spiegarcelo di nuovo per vedere tutti i livelli che sono coinvolti.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec, educare il cliente \u00e8 una parte importante di questo approccio. Le persone non sono orientate al corpo. E anche la maggior parte dei terapisti non lo \u00e8. La loro comprensione del ruolo del corpo nell\u2019esperienza psicologica, e dei modi con cui si pu\u00f2 lavorare sul corpo nel contesto di un processo psicologico, \u00e8 limitata. Perci\u00f2 \u00e8 importante educare i clienti sul perch\u00e9 il corpo \u00e8 importante, su come lavorare con il corpo, e quali benefici possiamo aspettarci. Ed \u00e8 importante educarli nel modo pi\u00f9 semplice possibile, perch\u00e9 si sentano motivati e la sessione vada bene. Posso darti un altro esempio pi\u00f9 complesso, invece di ripetere il primo? Ne parler\u00f2 cercando di spiegare quali sono i principi fondamentali di questo lavoro.<\/p>\n<p><em>Serge: Certo, certo.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Una giovane donna era venuta da me mentre tenevo un training in Olanda. Soffriva di attacchi di panico dall\u2019et\u00e0 di 7 anni. Quando era piccola, appena prima che si scatenasse l\u2019attacco\u00a0di panico, sentiva una voce proveniente dall\u2019addome che le diceva che era arrivato per lei il momento di morire. Era cos\u00ec spaventata da non riuscire nemmeno a dirlo ai genitori. Era figlia unica, ed era riuscita a parlarne con i genitori solo quando aveva 10 anni.<\/p>\n<p>Quando finalmente ce l\u2019aveva fatta, i genitori avevano iniziato a cercare i migliori specialisti che la potessero aiutare, dottori, psichiatri e psicologi. Quando era venuta da me, aveva 21 anni. Stava prendendo una serie di farmaci. Aveva lavorato in analisi con due psicanalisti. Aveva ancora attacchi di panico. Dormiva molto, aveva lasciato il college, aveva un lavoro sotto-pagato, viveva in casa e non poteva sopportare che i genitori la lasciassero sola in casa. Era depressa e non sperava pi\u00f9 che le cose cambiassero.<\/p>\n<p>Per quello che si sapeva della sua storia, dato che suo zio era uno dei miei assistenti nel training che conducevo l\u00ec, avevamo immediatamente formulato l\u2019ipotesi che quella posizione addominale potesse avere a che fare con i due interventi chirurgici post-natali che aveva dovuto sostenere subito dopo la nascita, a causa di qualche difetto dell\u2019apparato digerente. Avevamo anche scoperto che questa interpretazione era gi\u00e0 stata data da uno dei due psicanalisti. Lei mi aveva immediatamente detto che non voleva iniziare nessun\u2019altra psicoterapia. Le avevo detto che potevo insegnarle a prevenire che il suo livello di stress raggiungesse la soglia oltre la quale si scatenava l\u2019attacco di panico. Sembrava aperta a questa possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Le avevo detto che quando abbiamo esperienze fisiologiche difficili, o esperienze psicologiche difficili, ad es. emozioni o pensieri spiacevoli, il nostro corpo si stressa. Allora il corpo crea costrizione per gestire lo stress. Se l\u2019esperienza fisiologica o psicologica difficile continua, la pressione continua ad accumularsi, specialmente se lo stress dell\u2019esperienza difficile \u00e8 confinato in una parte ristretta del corpo. La soluzione \u00e8 trovare un modo di espandere il corpo e distribuire maggiormente l\u2019esperienza fisiologica o psicologica difficile, o lo stress collegato ad essa, perch\u00e9 diventi pi\u00f9 tollerabile e non scateni pi\u00f9 sintomi come gli attacchi di panico.<\/p>\n<p>Poi le avevo chiesto di indicarmi qualcosa che la facesse sentir male spesso nella sua vita. Aveva nominato l\u2019interazione con il suo capo sul lavoro. Le avevo chiesto di notare in quale parte del corpo iniziava a sentire lo stress e la costrizione. Non mi ero meravigliato quando aveva indicato l\u2019addome. Ogni persona ha una o due zone del corpo dove si manifestano maggiormente queste cose, indipendentemente dall\u2019origine o dalla causa che le ha scatenate.<\/p>\n<p>Le avevo chiesto di mettere una mano sull\u2019addome per ammorbidire la sensazione sgradevole e la costrizione in quel punto, e le avevo chiesto di seguire la traccia delle zone in cui si stava distribuendo lo stress. Lo stress era sceso pi\u00f9 in basso nell\u2019addome ma aveva difficolt\u00e0 a scendere ancora pi\u00f9 in basso. Le avevo chiesto di muovere i piedi e le caviglie e osservare cosa accadeva. Inizialmente c\u2019erano sensazioni di formicolio nella parte inferiore delle gambe e successivamente sensazioni di un maggior fluire nelle gambe. Contemporaneamente, c\u2019era stato un maggiore rilassamento nell\u2019addome e di conseguenza anche nel respiro nel torace. Sorprendentemente, non c\u2019era paura. Ma poi, non gliel\u2019avevo rispecchiato immediatamente. Le avevo detto di fare quell\u2019esercizio ogni volta che si sentiva stressata, per un\u2019intera settimana, e di tornare da me alla fine del training che avevo appena iniziato in quel luogo. Le avevo detto che aveva bisogno di fare proprio quell\u2019esercizio ogni volta che emergeva la paura o l\u2019ansia nella sua vita, o anche durante l\u2019esercizio stesso.<\/p>\n<p>Quando era tornata da me dopo una settimana, non soltanto sembrava fiduciosa, ma aveva anche detto che in quell\u2019unica sessione si era sentita pi\u00f9 compresa che non in tutte le altre sessioni di terapia fatte precedentemente. Ma mi aveva sorpreso soprattutto la cosa successiva che aveva detto. Aveva detto che aveva sofferto per tutta la vita di grave costipazione, con movimenti intestinali solo una volta alla settimana, che aveva difficolt\u00e0 a normalizzare. Aveva detto che da quando aveva iniziato a fare l\u2019esercizio che le avevo prescritto, i sintomi della costipazione erano scomparsi del tutto. Voleva farci capire che enorme sollievo fosse per lei. Ed era pronta a continuare il lavoro. Mi erano venute in mente frasi come \u2018cura con il transfert\u2019 e \u2018transfert estremamente positivo\u2019. Ma avevo visto accadere tante volte rapide risoluzioni dei sintomi quando il corpo riusciva di nuovo a regolarsi, una volta che gli era stata indicata la strada, specialmente quando il corpo sottile iniziava a fluire e interagire con il corpo fisico. Tuttavia, avevo anche imparato a non considerare i cambiamenti a breve termine, anche se miracolosi, come indicatori del successo della terapia. Si deve osservare cosa accade al sintomo nel lungo periodo, per vedere se ci sono stati risultati significativi e una buona riuscita della terapia. Quindi avevamo iniziato il secondo trattamento. La paura era emersa\u00a0immediatamente. Si era trasformata in terrore ed era diventata sopraffacente nel suo torace, avvicinandosi al panico.<\/p>\n<p>Se fossimo rimasti seduti convalidando quell\u2019esperienza, lei avrebbe decompensato e avrebbe avuto un attacco di panico. Ma sapevamo cosa fare. Lo sapeva anche lei, sapeva che doveva distribuirlo e diffonderlo in tutte le direzioni, perch\u00e9 aveva sperimentato questo esercizio per tutta\u00a0la settimana. Le abbiamo chiesto di muovere le braccia e le spalle per espandere in quella direzione. Le abbiamo chiesto di muovere il collo, la testa e il viso, per portare la paura nel viso. L\u2019abbiamo incoraggiata a portare un po\u2019 di consapevolezza e mindfulness nell\u2019esperienza, e lei ci ha detto che prima aveva avuto paura lei, poi avevano avuto paura il suo corpo e il suo cervello, ma lei non aveva pi\u00f9 paura. Le abbiamo chiesto di mettere una mano sul cuore per regolarlo. \u00c8 stata una corsa selvaggia. Un lavoro duro. Ma \u00e8 riuscita a restare presente con quello che c\u2019era e lavorare con alti livelli di attivazione e terrore, elementi che spesso ci fanno sospettare che stia arrivando un attacco di panico, ma lei \u00e8 riuscita ad attraversarli senza entrare in un attacco di panico vero e proprio. Alla fine della sessione le ho detto che avrebbe dovuto continuare a fare il pi\u00f9 spesso possibile l\u2019esercizio che avevamo fatto, ogni volta si fosse sentita stressata, impaurita o in panico. E di contattare suo zio aggiornandolo sui suoi progressi, e contattare anche uno psicoterapeuta del luogo che fosse in formazione con noi, nel caso non fosse riuscita a gestire da sola quello che emergeva. Non mi era sembrato che avesse gradito quell\u2019ultimo suggerimento.<\/p>\n<p>Il giorno seguente avevo lasciato l\u2019Olanda. Sei settimane dopo, suo zio mi aveva riferito che lei stava molto bene. Da allora non aveva pi\u00f9 avuto nessun attacco di panico. Utilizzando quello che aveva imparato con noi, era riuscita a non entrare pi\u00f9 nell\u2019attacco di panico quando lo sentiva arrivare. Ero sollevato. L\u2019avevo incontrata di nuovo sei mesi dopo, durante il training successivo in Olanda. In quella sessione non era accaduto nulla di drammatico, era stata una sessione pi\u00f9 o meno simile alla prima e alla seconda, con la differenza che questa volta il suo processo era pi\u00f9 espanso e molto meno volatile. Sembrava avere molta pi\u00f9 capacit\u00e0 di differenziare le sue esperienze interiori e riconoscerle. Avevo interpretato la sua paura come la paura di morire, prima, durante e dopo gli interventi chirurgici che aveva sostenuto subito dopo la nascita. Le avevo anche suggerito che la paura di morire poteva anche essere connessa ad un alto livello di ansia di sua madre, che a sua volta poteva averlo ereditato dai suoi genitori che avevano avuto una storia diretta con la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Prima mi sono dimenticato di dire che lei aveva gi\u00e0 iniziato a smettere gradualmente tutti i farmaci che prendeva, facendosi ridusse il dosaggio dal suo psichiatra, che era curiosissimo di sapere come era esattamente questo esercizio che le aveva permesso di ridurre i sintomi in modo cos\u00ec significativo. Non solo aveva lasciato il vecchio lavoro e ne aveva trovato uno nuovo, ma aveva trovato anche un nuovo fidanzato. Non dormiva pi\u00f9 cos\u00ec tanto e si era messa a fare jogging con suo padre. E riusciva finalmente ad arrabbiarsi ed essere determinata con tutti i membri della famiglia; questo ce l\u2019aveva detto successivamente suo zio, che era felicissimo di vedere che ora riusciva a farlo.<\/p>\n<p>L\u2019ultima sessione che avevo fatto con lei era stata sei mesi dopo, al telefono. Il suo nonno preferito era morto e lei aveva difficolt\u00e0 ad accettare la situazione. Parlando con lei, le avevo rispecchiato il profondo dolore del suo lutto e le avevo suggerito di fare con il lutto un lavoro di contenimento simile a quello che aveva gi\u00e0 fatto con lo stress, la paura e l\u2019ansia. Aveva completamente smesso i farmaci. Alla fine della sessione, mi aveva detto che c\u2019era qualcosa che la faceva sentire perplessa e infastidita. Pi\u00f9 faceva l\u2019esercizio, pi\u00f9 si sentiva carica di energia. Pi\u00f9 cercava di distribuire l\u2019energia nel corpo e addirittura di liberarsene attraverso il movimento, pi\u00f9 questo fastidio persisteva.<\/p>\n<p>A quel punto mi ero reso conto che il suo organismo era animato dalla forza vitale, non dovendola pi\u00f9 trattenere nel corpo per non scatenare sintomi spiacevoli e persino pericolosi. Le avevo detto che doveva iniziare ad usare quell\u2019energia vitale in modo costruttivo per espandere la sua vita. Mi aveva detto che effettivamente stava pensando di tornare all\u2019universit\u00e0 part-time per finire la sua laurea. Le avevo raccomandato di farlo, e con sfrontatezza ho anche insinuato che se non l\u2019avesse fatto, i sintomi avrebbero potuto ripresentarsi! Dall\u2019ultimo aggiornamento che ho ricevuto da suo zio, so che si \u00e8 laureata, vive in un suo appartamento in\u00a0citt\u00e0 e sta facendo un viaggio in moto attraverso l\u2019Asia con il fidanzato. Devo ammettere che mi sono sentito come un genitore orgoglioso. Sono stato felice di aver giocato un piccolo ruolo in questo suo viaggio. I veri \u201cgiocatori\u201d sono stati la sua determinazione di cambiare la sua vita, di guardare in faccia e sostenere quello che doveva sentire per poterlo guarire, la capacit\u00e0 del suo corpo fisico di regolarsi con un aiuto minimo, e la capacit\u00e0 del suo corpo sottile non solo di contribuire alla regolazione fisiologica e psicologica con un aiuto minimo, ma anche di beneficiare della connessione con i corpi grossolani e sottili collettivi, utilizzando la loro immensa saggezza e capacit\u00e0 di regolare la vita in s\u00e9.<\/p>\n<p><em>Serge: \u00c8 un caso pi\u00f9 complesso del primo.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec, proviamo a guardare questo caso considerando i principi di base di cui abbiamo parlato prima, Serge.<\/p>\n<p><em>Serge: O.K.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Nella prima sessione, quando abbiamo espanso la costrizione nell\u2019addome con l\u2019auto-tocco e le abbiamo fatto muovere le gambe, i piedi e le caviglie in particolare, per unirli a quello che stava accadendo nell\u2019addome e poi supportare con la consapevolezza quello che stava accadendo in entrambe le aree, abbiamo permesso un aumento dell\u2019auto-regolazione in queste aree attraverso i tre livelli del corpo fisico, i muscoli, gli organi e il sistema nervoso. Abbiamo anche supportato la generazione dell\u2019esperienza difficile nell\u2019addome, la sua diffusione e il suo contenimento in un\u2019area della fisiologia pi\u00f9 ampia di quella originaria, rendendola pi\u00f9 tollerabile, e questo \u00e8 un risultato che possiamo aspettarci, se ci basiamo sui dati messi a disposizione dalla ricerca sulla fisiologia delle emozioni. Abbiamo anche supportato l\u2019apertura di alcune zone del corpo fisico che, secondo la Terapia della Polarit\u00e0, potrebbero inibire il flusso delle energie del corpo sottile che, attraverso i chakra, raggiungono il corpo fisico. La parte inferiore delle gambe, dalle ginocchia alle caviglie, pu\u00f2 inibire il flusso dell\u2019energia del chakra del cuore che riguarda ci\u00f2 che sentiamo rispetto a noi stessi e agli altri. L\u2019area dalle caviglie ai piedi pu\u00f2 inibire il flusso dell\u2019energia del secondo chakra che rende pi\u00f9 possibile il ringiovanimento e la creativit\u00e0, e ci permette anche di accedere ai sentimenti inconsci e alla loro origine. In un certo senso, questo potrebbe in parte spiegare il profondo livello di terrore che era emerso nella seconda sessione dopo che per una settimana la cliente si era esercitata a mantenere aperta l\u2019area tra le caviglie e i piedi.<\/p>\n<p>Quando, nella seconda sessione, l\u2019abbiamo aiutata ad espandere le aree delle braccia, del collo e della testa con il movimento, e l\u2019area del torace con l\u2019auto-tocco, e l\u2019abbiamo sostenuta nel sentire il terrore e le altre sensazioni, ad esempio il formicolio, in quelle aree del corpo, di nuovo stavamo aiutando il corpo fisico ad aumentare la sua capacit\u00e0 di auto-regolarsi attraverso i flussi cardio-vascolari e del sistema nervoso all\u2019interno di ognuno dei tre livelli del corpo fisico e nel passaggio da un livello all\u2019altro, basandoci su quello che ci suggerisce la fisiologia dell\u2019auro-regolazione. L\u2019abbiamo anche aiutata a creare uno spazio pi\u00f9 ampio nella fisiologia per generare, contenere e tollerare le difficili esperienze del terrore, dello stress e dell\u2019ansia, basandoci sulle comprensioni della fisiologia delle emozioni. Aprendo maggiormente l\u2019area del torace attraverso l\u2019auto-tocco, la consapevolezza e il movimento delle braccia, soprattutto delle spalle, abbiamo espanso un\u2019area che \u00e8 essenziale per il flusso dell\u2019energia dal cuore e anche dal secondo chakra, o chakra sacrale, due chakra connessi principalmente con l\u2019entrare in profondit\u00e0 in ci\u00f2 che sentiamo sia a livello conscio che inconscio, che, nel suo caso, erano il terrore, lo stress e l\u2019ansia. Il movimento delle braccia, un\u2019area molto importante per il flusso dell\u2019energia del chakra della gola nel corpo, secondo la Terapia della Polarit\u00e0, avrebbe potuto aiutare ad aumentare il flusso di energia dal chakra della gola. Quando aumenta il flusso dell\u2019elemento etere associato al chakra della gola, pu\u00f2 crearsi un maggiore spazio nella fisiologia in generale e per tutto quello che sentiamo; in particolare, le emozioni e sensazioni che emergono nella sessione possono fluire pi\u00f9 facilmente.<\/p>\n<p>Il movimento dell\u2019area del collo, una zona importante per il chakra radice che governa le tematiche esistenziali, come la paura di morire, avrebbe potuto far diventare pi\u00f9 cosciente quell\u2019emozione centrale, il terrore di morire, che era la causa dei suoi sintomi. Il movimento del collo l\u2019avrebbe anche aiutata a connettere il sistema affettivo facciale al sistema affettivo viscerale, secondo le comprensioni delle vecchie teorie psicanalitiche sulle emozioni. Un aspetto importante della seconda sessione \u00e8 che la cliente ha aumentato la sua capacit\u00e0 di sperimentare alti livelli di attivazione e terrore senza finire dentro un attacco di panico o dentro un\u2019ulteriore chiusura del corpo fisico e del corpo sottile. Nella teoria della dipendenza dallo stato (state dependence theory), un sintomo che si \u00e8 formato in certi stati di intensit\u00e0 deve essere rinegoziato in prossimit\u00e0 dello stesso livello di intensit\u00e0, se si vuole la risoluzione del sintomo.<\/p>\n<p>Questo potrebbe spiegare la sua capacit\u00e0 di non avere pi\u00f9 attacchi di panico dopo la sessione e di saperli arrestare alle prime avvisaglie senza portarli alla piena espressione. Secondo la psicologia Orientale, quando il corpo fisico e il corpo sottile non sono pi\u00f9 costretti a essere cos\u00ec chiusi per gestire un\u2019esperienza intollerabile, diventano pi\u00f9 aperti anche al relazionarsi con i corpi fisici e sottili collettivi, che ci circondano e di cui siamo parte, prendendone i benefici. La maggiore capacit\u00e0 della cliente di avere relazioni funzionali sul lavoro, a casa, e nella vita personale, di coinvolgersi in un\u2019istituzione scolastica di alto livello come l\u2019universit\u00e0 con grande funzionalit\u00e0, e la forza vitale che ritorna a scorrere attraverso di lei senza pi\u00f9 ostacoli, tutte queste cose ci indicano che \u00e8 aumentata la capacit\u00e0 del suo corpo grossolano e del suo corpo sottile di connettersi ai corpi grossolani e sottili collettivi, che hanno pi\u00f9 saggezza di quelli individuali, e prenderne i benefici. Si potrebbe dire che ha fatto Reiki su se stessa, quando \u00e8 riuscita a connettere il suo corpo sottile individuale con il corpo sottile collettivo di quella forza vitale universale d\u2019immensa intelligenza. Non \u00e8 possibile spiegare in altro modo quegli incredibili cambiamenti che si sono verificati in lei. Per concludere in modo completo, \u00e8 importante notare che il lavoro psicologico da lei fatto nelle sue precedenti terapie psicanalitiche ha sicuramente contribuito alla sua guarigione incredibile. Ma quelle terapie da sole non avrebbero risolto i sintomi. Questo ci dimostra che potremmo rendere molto pi\u00f9 efficaci i trattamenti psicanalitici integrando nel lavoro anche i corpi grossolani e sottili.<\/p>\n<p><em>Serge: Giusto.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> La maggior parte degli approcci terapeutici che non sono ad orientamento corporeo seguono uno schema che io chiamo \u201cterapia sopra il diaframma\u201d. Quando le esperienze emergono nell\u2019area del torace, sono immediatamente trattate a livello cognitivo per poterle comprendere. Di per s\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla di sbagliato in questo, perch\u00e9 la comprensione \u00e8 una parte importante del processo di guarigione di un\u2019esperienza, altrettanto importante del sentire l\u2019esperienza in profondit\u00e0. Tuttavia, quando il comprendere \u00e8 l\u2019elemento dominante di un processo, si riduce la capacit\u00e0 di sentire e contenere l\u2019esperienza stessa. L\u2019esperienza continua ad essere difficile e in qualche modo non riusciamo a lasciarcela alle spalle. Aumentano le associazioni e i significati. E molto presto ci troviamo in un film di Woody Allen. In quei processi manca la comprensione che pi\u00f9 un\u2019esperienza \u00e8 intensa nel corpo fisico, pi\u00f9 il corpo fisico ha bisogno di allargare le parti di s\u00e9 che sono coinvolte, per poter generare e contenere l\u2019esperienza. E quando la nostra comprensione nasce dall\u2019aver sperimentato un\u2019esperienza a livello sensoriale profondo, avr\u00e0 molta pi\u00f9 probabilit\u00e0 di essere rilevante per la situazione.<\/p>\n<p>Quando la fisiologia \u00e8 meno sregolata durante un\u2019esperienza difficile ed \u00e8 pi\u00f9 coinvolta nel contenerla, ci diventa possibile tollerare meglio l\u2019esperienza mentre la analizziamo per coglierne il significato o per scegliere l\u2019azione successiva. In un approccio che tiene conto dei corpi sottili, la maggior parte dei chakra associati a processi inconsci ed esistenziali profondi si trovano sotto il diaframma. E anche la maggior parte delle zone che governano il flusso di energie dal chakra della gola e dal chakra del cuore si trovano sotto il diaframma. Quindi, i processi che accadono sopra il diaframma tendono ad avere una maggiore probabilit\u00e0 di rimanere superficiali e incompleti, non andare molto in profondit\u00e0, e creare cicli di associazioni e significati in base all\u2019orientamento teorico usato in quel particolare ambiente\u00a0clinico. Non sto dicendo che questi processi non possano portare cambiamenti. Lo fanno. Altrimenti non sarebbero durati cos\u00ec a lungo. Ma possono far nascere possibili critiche, come quelle di Hillman, che era diventato famoso in una certa occasione per aver chiesto quali risultati potevamo portare a riprova dei successi di cento anni di psicoterapia. Serge, pensa alle possibilit\u00e0 che si svilupperebbero se tutti gli approcci iniziassero a includere nella loro pratica tutti i diversi corpi che compongono un essere umano. Senza nemmeno dover cambiare gli orientamenti teorici con cui lavorano. E non \u00e8 nemmeno cos\u00ec difficile farlo, come si pu\u00f2 vedere dagli esempi che ho presentato prima.<\/p>\n<p><em>Serge: C\u2019\u00e8 una profondit\u00e0 nel modo in cui parli di queste cose. Ma usi anche una modalit\u00e0 molto pratica quando ti avvicini alle cose. Ad esempio, nel caso che hai appena descritto, con la donna olandese, mi ha colpito una cosa. Quando facciamo i conti con la paura, tutti noi esseri umani tendiamo a irrigidirci, a chiuderci. In un certo senso, \u00e8 una reazione fisiologica, ma \u00e8 anche una tendenza comune a evitare quell\u2019esperienza. Ma tu le hai mostrato un modo semplice di aprirsi davvero e lasciar accedere il flusso, e questo flusso le ha permesso di sentire la paura senza esserne paralizzata.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Hai messo il dito su qualcosa di molto importante, Serge. La nostra tendenza a evitare le emozioni spiacevoli \u00e8 un fatto naturale, perch\u00e9 si basa sul fatto che quando si creano emozioni spiacevoli, la fisiologia della sopravvivenza viene sregolata, in modo pi\u00f9 o meno intenso. Alle parti del cervello che sono interessate alla sopravvivenza e all\u2019omeostasi non piacciono queste esperienze, ecco perch\u00e9 tendono a opporre resistenza chiudendo la fisiologia in modo pi\u00f9 o meno forte. Possiamo anche sviluppare livelli di resistenza psicologica alle esperienze spiacevoli, che poi si manifestano come schemi di chiusura nel corpo fisico e nel corpo sottile, accompagnati da sintomi. Possiamo fare tanto lavoro con i corpi fisici e i corpi sottili individuali, con la loro connessione ai corpi grossolani e ai corpi sottili collettivi, e anche con la loro connessione al corpo assoluto della coscienza.<\/p>\n<p>Ma tutto questo non servir\u00e0 a nulla, sar\u00e0 solo un rituale vuoto, un metodo inutile, se le persone non riescono a tollerare le esperienze psicologiche che li accompagnano, se non riescono a comprenderle, e se non riescono a pensare e agire in modo da includere anche le diverse energie dei diversi corpi che si manifestano temporaneamente quando lavoriamo con questi corpi. Ecco perch\u00e9 la capacit\u00e0 di tollerare gli opposti \u00e8 il cuore del modello di individuazione della psicologia Junghiana e del modello di illuminazione dell\u2019Advaita Vedanta, che offre una possibilit\u00e0 di crescita della psiche umana ancora pi\u00f9 grande. E comunque la capacit\u00e0 di tollerare gli opposti non si riferisce solo all\u2019esperienza passiva del sentire e tollerare gli stati emotivi, ma si riferisce anche al nostro tollerare di avere cognizioni opposte e di fare cose opposte nel mondo, o almeno tollerare l\u2019immaginare di avere cognizioni opposte e l\u2019immaginare di eseguire azioni opposte nel mondo.<\/p>\n<p>Questa saggezza \u00e8 sempre esistita nella psicanalisi, assieme al concetto della tolleranza degli stati emotivi. Lo psicanalista inter-soggettivo Robert Stolorow una volta l\u2019ha descritto molto succintamente quando mi ha detto che l\u2019unica cosa che possiamo dare ai nostri clienti \u00e8 la capacit\u00e0 di tollerare le emozioni. Sfortunatamente, l\u2019intero campo della psicologia si sta allontanando da questo. L\u2019enfasi si \u00e8 spostata sul liberarci dalle emozioni, scaricando le energie, o con trattamenti farmacologici, o altre cose simili. Lo possiamo vedere nel fallimento della psicoterapia orientata ad andare in profondit\u00e0 a cercare l\u2019origine dei problemi. E possiamo vedere anche il modo \u201cdisincarnato\u201d con cui viene fatta oggi molta psicoterapia. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra strada, quella del processo \u201cincarnato\u201d nel corpo. Sappiamo che non possiamo impedire alle persone di avere traumi o altre esperienze difficili. E non possiamo semplicemente riaggiustare queste esperienze o liberarcene. Dobbiamo sperimentarle, ma con saggezza, usando tutto il nostro organismo per generare, sentire, regolare e tollerare un\u2019esperienza sopraffacente. Allora impariamo che possiamo attraversare le esperienze difficili della vita e, intuitivamente, non temiamo pi\u00f9 la vita, consapevoli che, prima o poi, ci presenter\u00e0 inevitabilmente esperienze difficili, se crediamo che le parole del Buddha siano vere.<\/p>\n<p>Credo molto nell\u2019importanza di educare le persone sul modo in cui i corpi fisici e i corpi sottili si relazionano alle esperienze psicologiche, su come possiamo entrare in relazione con questi corpi e lavorare con essi durante esperienze travolgenti della vita, sia negative che positive, nella maniera pi\u00f9 semplice possibile. Ho due lauree. La prima \u00e8 in economia con specializzazione in marketing. La mia seconda laurea \u00e8 in psicologia clinica. So che, se un sistema non \u00e8 di facile comprensione, di facile utilizzo e di facile integrazione con gli altri sistemi esistenti, non sar\u00e0 adottato su larga scala e non andr\u00e0 lontano. I sistemi di psicoterapia corporea che si sono sviluppati per primi confermano quello che sto dicendo. Per gli psicoterapeuti ad orientamento non corporeo, questi sistemi richiedevano che imparassero un orientamento teorico totalmente nuovo, come le tipologie corporee collegate alle strutture di personalit\u00e0, e adottassero interventi del tipo: \u2018togliti la maglietta e piegati all\u2019indietro sopra quella tavola di legno\u2019. Questi interventi sembravano troppo bizzarri e troppo rischiosi, ecco perch\u00e9 non hanno mai attecchito e sono rimasti confinati a gruppi ristretti di operatori professionisti che hanno continuato a riunirsi di tanto in tanto nelle loro conferenze, lamentandosi del fatto che le principali scuole terapeutiche rimangono sempre \u201cnon incarnate\u201d.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio sul fatto che la mancanza di \u201cincarnazione\u201d delle principali scuole psicologiche ha molte ragioni storiche, ma un altro motivo \u00e8 dovuto all\u2019incapacit\u00e0 delle psicoterapie ad orientamento corporeo di offrire un approccio amichevole al corpo, dal mio punto di vista. Se osserviamo il grande successo che hanno avuto negli ultimi anni gli approcci meditativi di mindfulness basati sulle sensazioni del corpo, nelle scuole psicologiche principali, quello che dico diventa ancora pi\u00f9 chiaro. Se gli psicanalisti, quando lavorano con esperienze difficili, ad esempio le emozioni, qualunque sia la loro cornice teorica di riferimento, sono in grado di capire come si manifestano queste esperienze difficili nei corpi fisici e nei corpi sottili, come questi corpi possono chiudersi se non c\u2019\u00e8 abbastanza supporto interiore o esterno per gestire le esperienze, e come si pu\u00f2 espandere il corpo fisico e il corpo sottile per generare, contattare e tollerare queste esperienze con semplici strumenti, come la consapevolezza, l\u2019auto-tocco e il movimento, per loro diventerebbe pi\u00f9 facile lo \u201cscendere nel corpo\u201d, senza dover rinunciare al proprio orientamento teorico primario e senza dover introdurre altre cose fuori dall\u2019ordinario.<\/p>\n<p><em>Serge: Mhm, Mhm. Quindi questo \u00e8 il passaggio mancante che renderebbe possibile l\u2019integrazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec. E si \u00e8 visto che non \u00e8 poi cos\u00ec difficile farlo. Questa \u00e8 stata la mia esperienza di trattamenti e di training con le persone in ben 16 nazioni diverse, negli ultimi 20 anni. \u00c8 stata anche la mia esperienza di lavoro con i sopravvissuti allo tsunami in India e i sopravvissuti alla guerra civile in Sri Lanka. Quindi ho fiducia che sia fattibile. E, per quanto riguarda l\u2019introdurre nel lavoro anche il corpo sottile, \u00e8 molto entusiasmante perch\u00e9 la fisica quantistica ci sta mostrando la strada, anche se la psicologia non ha ancora ben integrato questo aspetto, anche solo nel considerare un livello pi\u00f9 profondo del corpo fisico. In psicologia, non sappiamo bene come studiare anche solo il livello quantistico del corpo sottile, perch\u00e9 con gli scanning cerebrali riusciamo solo ad osservare il comportamento dei neuroni che sicuramente non si trovano al livello sub-atomico.<\/p>\n<p>Nelle ricerche della fisica quantistica presso il <a href=\"https:\/\/home.cern\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CERN<\/a> in Europa, viene creata una collisione tra particelle atomiche e sub-atomiche, oppure contro delle barriere, a velocit\u00e0 molto vicine alla velocit\u00e0 della luce, dentro a tunnel sotterranei detti super-conduttori di super-collisione, per studiare le particelle sub-atomiche pi\u00f9 sottili che diventano visibili per micro-secondi come i blip sugli schermi dei computer! Quindi, non \u00e8 chiaro come potremmo stabilire l\u2019esistenza di queste cose nei nostri corpi fisici e nei nostri corpi sottili, se non attraverso l\u2019inferenza di queste ricerche. In ogni caso, quello che ci insegna la psicologia Orientale \u00e8 che la consapevolezza \u00e8 una realt\u00e0, anche se alcuni la considerano limitata e ritengono che sia solo una funzione del cervello, o del corpo sottile, ed \u00e8 super-ordinata a tutti i livelli della nostra esistenza. I problemi rimarranno finch\u00e9 la psicologia continuer\u00e0 a credere che la consapevolezza \u00e8 una funzione del cervello fisico, a livello di corpo grossolano.<\/p>\n<p>Fortunatamente, la psicologia ha la\u00a0tradizione di valutare e lavorare con l\u2019esperienza soggettiva, indipendentemente dalla sua origine; e di considerare i modelli della psiche semplicemente come modelli della psiche, valutando gli approcci psicologici pi\u00f9 dai risultati ottenuti da un certo trattamento che dalla verit\u00e0 o mancanza di verit\u00e0 del modello che ha ispirato quel certo trattamento. Quindi, se sappiamo come diventare consapevoli e lavorare con i fenomeni che si dice emergano dal corpo a livello quantistico, e questo non \u00e8 cos\u00ec difficile come si crede, e lo provano i risultati e le ricerche, allora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec importante sapere se stiamo lavorando con il livello quantistico del corpo fisico, o con il livello quantistico di un altro corpo detto corpo sottile, o con fenomeni del corpo fisico che sono fraintesi ed etichettati in modo sbagliato, come ritiene qualcuno. Quello che sto dicendo a chi davvero non ci crede \u00e8 che se riusciamo a portare nella consapevolezza delle persone i fenomeni insoliti e lavorando con questi fenomeni riusciamo davvero ad aiutare queste persone, allora non \u00e8 importante sapere se il modello ispiratore \u00e8 un mito o una metafora. Se questo tipo di lavoro aiuta le persone, dovremmo pensare seriamente di adottarlo, specialmente se i risultati sono straordinari.<\/p>\n<p><em>Serge: Giusto, giusto. Quindi, in un certo modo, c\u2019\u00e8 anche una somiglianza con la fisica quantistica. Pu\u00f2 essere visto come una cosa incredibilmente teorica e astratta. Ma poi, di tanto in tanto, ci sono degli esperimenti che ci mostrano che effettivamente c\u2019\u00e8 corrispondenza tra la teoria e ci\u00f2 che accade. E, in un certo senso, questo non prova necessariamente che il modello teorico sia la verit\u00e0 assoluta, ma ci d\u00e0 sicuramente un\u2019indicazione che \u00e8 utile usare il contenuto di quella certa teoria per lavorare in un modo particolare.<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> S\u00ec, con una precisazione, Serge. Ci potrebbero essere altri modelli teorici, che non sono stati ancora immaginati, che potrebbero predire lo stesso comportamento tra le particelle sub-atomiche osservabili! Un\u2019ulteriore considerazione sull\u2019origine della nostra consapevolezza. Anche se la consapevolezza fosse semplicemente una funzione del corpo grossolano, che \u00e8 l\u2019ipotesi tuttora supportata dalla scienza senza alcuna prova, potrebbe comunque essere una funzione del livello quantistico del corpo grossolano. La psicologia Orientale dice che non \u00e8 n\u00e9 una funzione del corpo grossolano n\u00e9 del corpo sottile, n\u00e9 del corpo individuale n\u00e9 del corpo collettivo, ma \u00e8 oltre tutto questo e, nello stesso tempo, \u00e8 il terreno immutabile su cui tutto si fonda. Affascinante, vero?<\/p>\n<p><em>Serge: Fantastico. Bene, Raja, \u00e8 stato un piacere. Grazie. C\u2019\u00e8 qualcosa che vuoi aggiungere per concludere o pensi che possiamo fermarci qui?<\/em><\/p>\n<p><em>Raja:<\/em> Penso che sia un buon momento per fermarci qui. Siamo andati veramente lontano! Ho veramente apprezzato questa intervista e ti ringrazio molto. E spero che nei prossimi anni la psicologia e la psicoterapia diventino sempre pi\u00f9 \u201cincarnate\u201d nel corpo, indipendentemente dagli orientamenti teorici che utilizzano. E spero di dare il mio piccolo contributo a questo processo di \u201cincarnazione\u201d della terapia e alla maggiore efficacia dei trattamenti clinici che ne conseguirebbe, quando persone ordinarie vengono in terapia da noi, cercando aiuto per i loro problemi ordinari. Il mio obiettivo \u00e8 continuare a trovare e sviluppare modi semplici per aiutare i professionisti clinici di diversi orientamenti a rendere pi\u00f9 \u201cincarnati\u201d nel loro lavoro i nostri diversi corpi. Credo che questo mi terr\u00e0 impegnato sicuramente per il resto della mia vita!<\/p>\n<p><em>Questa conversazione \u00e8 stata trascritta da Claire Cornelio.<\/em><\/p>\n<p>Questo materiale \u00e8 protetto da copyright. Pu\u00f2 essere copiato liberamente, a condizione che sia utilizzato esclusivamente per fini didattici.<\/p>\n<p>La fonte (SomaticPerspectives.com) deve essere debitamente citata ogni volta che questo materiale \u00e8 utilizzato in qualunque forma.<\/p>\n<p>\u00a9 2014. Tutti i diritti riservati. SomaticPerspectives.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raja Selvam, PhD, \u00e8 un senior trainer nei programmi di formazione professionale sul trauma Somatic Experiencing (SE) di Peter Levine, ed \u00e8 anche l\u2019ideatore del processo di Integral Somatic Psychology\u2122 (ISP\u2122), cio\u00e8 Psicologia Somatica Integrata, un approccio avanzato per integrare corpo, energia e coscienza all\u2019interno di un processo psicologico, rivolto a professionisti con esperienza clinica. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4323,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"content-sidebar","footnotes":""},"categories":[47,48,49,50,53],"tags":[],"class_list":{"0":"post-2147","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-emozioni","8":"category-psicologia-energetica","9":"category-la-fisiologia-delle-emozioni","10":"category-dpts-e-trauma","11":"category-regolazione-corporea","12":"entry"},"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Cos&#039;\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Raja Selvam, PhD \u00e8 l\u2019ideatore del processo di Integral Somatic Psychology (ISP), un approccio avanzato per integrare corpo, energia e coscienza all\u2019interno di un processo psicologico, rivolto a professionisti con esperienza clinica.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Cos&#039;\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Raja Selvam, PhD \u00e8 l\u2019ideatore del processo di Integral Somatic Psychology (ISP), un approccio avanzato per integrare corpo, energia e coscienza all\u2019interno di un processo psicologico, rivolto a professionisti con esperienza clinica.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ISP\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-03-12T14:51:44+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-03-29T18:51:21+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"750\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"300\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Raja Selvam, PhD\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Raja Selvam, PhD\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"61 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Raja Selvam, PhD\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/bddf9014a05428d7831a82f46831693c\"},\"headline\":\"Cos&#8217;\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam\",\"datePublished\":\"2018-03-12T14:51:44+00:00\",\"dateModified\":\"2020-03-29T18:51:21+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/\"},\"wordCount\":12156,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg\",\"articleSection\":[\"Emozioni\",\"Psicologia energetica\",\"La Fisiologia delle Emozioni\",\"DPTS e Trauma\",\"Regolazione corporea\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/\",\"name\":\"Cos'\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg\",\"datePublished\":\"2018-03-12T14:51:44+00:00\",\"dateModified\":\"2020-03-29T18:51:21+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/bddf9014a05428d7831a82f46831693c\"},\"description\":\"Raja Selvam, PhD \u00e8 l\u2019ideatore del processo di Integral Somatic Psychology (ISP), un approccio avanzato per integrare corpo, energia e coscienza all\u2019interno di un processo psicologico, rivolto a professionisti con esperienza clinica.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg\",\"width\":750,\"height\":300,\"caption\":\"ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Cos&#8217;\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/\",\"name\":\"ISP\",\"description\":\"Integral Somatic Psychology\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/bddf9014a05428d7831a82f46831693c\",\"name\":\"Raja Selvam, PhD\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/10\\\/cropped-raja-selvam-phd-96x96.png\",\"url\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/10\\\/cropped-raja-selvam-phd-96x96.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/10\\\/cropped-raja-selvam-phd-96x96.png\",\"caption\":\"Raja Selvam, PhD\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/integralsomaticpsychology.com\\\/it\\\/author\\\/amsolutions\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Cos'\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam","description":"Raja Selvam, PhD \u00e8 l\u2019ideatore del processo di Integral Somatic Psychology (ISP), un approccio avanzato per integrare corpo, energia e coscienza all\u2019interno di un processo psicologico, rivolto a professionisti con esperienza clinica.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Cos'\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam","og_description":"Raja Selvam, PhD \u00e8 l\u2019ideatore del processo di Integral Somatic Psychology (ISP), un approccio avanzato per integrare corpo, energia e coscienza all\u2019interno di un processo psicologico, rivolto a professionisti con esperienza clinica.","og_url":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/","og_site_name":"ISP","article_published_time":"2018-03-12T14:51:44+00:00","article_modified_time":"2020-03-29T18:51:21+00:00","og_image":[{"width":750,"height":300,"url":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Raja Selvam, PhD","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Raja Selvam, PhD","Tempo di lettura stimato":"61 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/"},"author":{"name":"Raja Selvam, PhD","@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/#\/schema\/person\/bddf9014a05428d7831a82f46831693c"},"headline":"Cos&#8217;\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam","datePublished":"2018-03-12T14:51:44+00:00","dateModified":"2020-03-29T18:51:21+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/"},"wordCount":12156,"image":{"@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg","articleSection":["Emozioni","Psicologia energetica","La Fisiologia delle Emozioni","DPTS e Trauma","Regolazione corporea"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/","url":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/","name":"Cos'\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam","isPartOf":{"@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg","datePublished":"2018-03-12T14:51:44+00:00","dateModified":"2020-03-29T18:51:21+00:00","author":{"@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/#\/schema\/person\/bddf9014a05428d7831a82f46831693c"},"description":"Raja Selvam, PhD \u00e8 l\u2019ideatore del processo di Integral Somatic Psychology (ISP), un approccio avanzato per integrare corpo, energia e coscienza all\u2019interno di un processo psicologico, rivolto a professionisti con esperienza clinica.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/#primaryimage","url":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg","contentUrl":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives-2.jpg","width":750,"height":300,"caption":"ISP-Blog-Raja-Selvam-Somatic-Perspectives"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/cose-integral-somatic-psychology-una-conversazione-con-raja-selvam\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Cos&#8217;\u00e8 Integral Somatic Psychology? Una Conversazione Con Raja Selvam"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/#website","url":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/","name":"ISP","description":"Integral Somatic Psychology","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/#\/schema\/person\/bddf9014a05428d7831a82f46831693c","name":"Raja Selvam, PhD","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/cropped-raja-selvam-phd-96x96.png","url":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/cropped-raja-selvam-phd-96x96.png","contentUrl":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/cropped-raja-selvam-phd-96x96.png","caption":"Raja Selvam, PhD"},"url":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/author\/amsolutions\/"}]}},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2147","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2147"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2147\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4323"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/integralsomaticpsychology.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}